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Botta e risposta

Sanità astigiana: un anno di direzione Gorgoni tra grandi attese e criticità irrisolte

ll Gruppo Sanità Pd Asti analizza i nodi aperti dell'Asl: dalle liste d'attesa infinite al futuro incerto delle strutture territoriali. La replica dell'assessore regionale Riboldi

L'ospedale Cardinal Massaia di Asti

L'ospedale Cardinal Massaia di Asti

È trascorso ormai un anno da quando il Direttore Generale dott. Giovanni Gorgoni è stato nominato a capo dell’Azienda Sanitaria di Asti. La sua è stata una nomina che aveva tutti i presupposti per risollevare le sorti di questa azienda, oggetto di ripetuti cambi di dirigenza generale negli ultimi anni che, però, non avevano inciso sullo sviluppo e sul buon funzionamento delle attività sanitarie, abbandonate troppo spesso alla sola buona volontà dei propri operatori. La sensazione del cittadino astigiano è stata addirittura che, di fronte alle già evidenti difficoltà del sistema sanitario nazionale, l’ospedale di Asti - nel suo complesso - subisse un voluto declassamento a vantaggio di altri ospedali limitrofi che invece acquisivano sempre più importanza e lustro.

Pertanto, l’entrata in campo del dott. Giovanni Gorgoni è stata vista da molti come l’occasione giusta per rimettere in carreggiata un’azienda in difficoltà. Da subito, il nuovo Direttore Generale dell’ASL ha voluto affrontare il problema del reparto di Dermatologia, ridotto ad un semplice ambulatorio, con un numero così esiguo di medici da non garantire neppure le visite urgenti. Visite che i cittadini astigiani sono stati costretti a fare presso altri centri pubblici o privati. Si sottolinea, inoltre, che altre problematiche e situazioni, venutesi a creare in questi mesi, aspettano una puntuale risposta da parte di questa dirigenza generale.

Inspiegabilmente, non si è ancora provveduto all’avvicendamento del Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero di Asti, preferendo nominare un facente funzione a scavalco con altre importanti attività sanitarie. Attualmente, l’unico ospedale di riferimento per tutta la provincia di Asti non ha una direzione sanitaria a tempo pieno e totalmente operativa, in grado di affrontare quotidianamente tutte le complesse problematiche di un nosocomio. Non può essere una coincidenza il fatto che, in riferimento allo smaltimento delle liste di attesa, nel 2025 l’Asl di Asti si sia posizionata ultima in Piemonte per il numero di prestazioni aggiuntive, organizzate per abbattere le liste stesse.

Inoltre, da dichiarazioni pubbliche dello stesso Direttore Generale, i lavori di ristrutturazione dell’ex Maternità, finanziati dal PNRR, avevano subito rallentamenti nel periodo precedente alla sua nomina, compromettendo l’utilizzo degli stessi fondi; la Regione Piemonte confermava invece che l’immobile sarebbe stato comunque ristrutturato con altri finanziamenti. Si è a conoscenza che ci saranno finanziamenti parziali, solo per una parte dell’ex Maternità , ma resta da chiarire come il Direttore Generale si stia muovendo per assicurarsi i restanti in tempi brevi. La mancata o incompleta trasformazione dell’immobile in questione in Ospedale di Comunità, non potrà che essere percepita come una sconfitta per tutto il territorio astigiano e per la stessa dirigenza dell’Asl At.

Mentre il capoluogo e il nord della provincia stanno sempre aspettando che si attivi l’Hospice - finora solo una promessa nonostante tutte le assicurazioni e le previsioni - secondo dichiarazioni del dott. Gorgoni è finalmente prevista per la prossima estate la conclusione dei lavori per la costruzione del nuovo Ospedale della Valle Belbo. A questo proposito sarebbe interessante conoscere, da subito, il piano di investimenti degli arredi e delle attrezzature e il cronoprogramma dei trasferimenti di tutte le attività sanitarie che troveranno collocazione nel nuovo nosocomio. Il sud astigiano aspetta da circa 30 anni quell’ospedale e sarebbe una vera beffa per tutta la popolazione di quel territorio se i tempi per renderlo operativo si prolungassero ancora in modo indeterminato.

Giunge anche voce di un clima poco sereno tra i dipendenti dell’Asl: l’annosa carenza di personale sanitario, le imposizioni della direzione generale in materia di orario di lavoro, introdotte forzatamente e poi velocemente cancellate quando ci si è resi conto della situazione caotica venutasi a creare, hanno alimentato il malcontento di tutto il personale. L’aver promosso - declinandolo da altre esperienze già attive in Italia - il progetto “le palestre della memoria” è indubbiamente meritevole e di aiuto alla popolazione anziana, così numerosa nella nostra provincia. Ma le sfide di una direzione generale di azienda sanitaria sono ben altre e richiedono una guida autorevole, presente, consapevole delle problematiche dell’azienda, del suo personale e dei bisogni di salute dei suoi cittadini.

Purtroppo questa provincia ha già provato direzioni generali inconsistenti, crediamo che questa volta il dott. Giovanni Gorgoni starà al passo con le aspettative.

Gruppo Sanità PD Asti

La replica dell'assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi

In merito alle osservazioni espresse sull’andamento gestionale dell’ASL di Asti, desidero prima di tutto ribadire con grande convinzione  e chiarezza che il dottor Giovanni Gorgoni è uno dei professionisti più validi e preparati che la sanità piemontese abbia avuto a disposizione. La sua nomina, frutto di una selezione pubblica intensissima e rigorosa, è stata pensata proprio per garantire continuità, competenza e autorevolezza alla guida dell’azienda sanitaria astigiana, dopo anni segnati da frequenti cambi al vertice.

Posso affermare con convinzione che Gorgoni è un dirigente che mette al centro non interessi di parte, ma servizio ai cittadini e responsabilità verso il territorio. Sono convinto che la sua esperienza e il suo impegno quotidiano siano un valore aggiunto per Asti e per l’intera comunità sanitaria piemontese, e che rappresentino la continuità di cui l’ASL aveva bisogno per affrontare sfide complesse come quelle legate a PNRR, piani di sviluppo e organizzazione dei servizi.

Nel merito, rispondo sui punti segnalati. Per il Presidio Valle Belbo confermiamo la scadenza indicata: non sarà una scatola vuota ma un punto di riferimento per tutto il sud-astigiano. Per Dermatologia, a fronte della carenza di professionisti, è stato fatto un grande lavoro per garantire la prosecuzione del servizio. Sulla ex- Maternità diamo merito al direttore Gorgoni di aver sollevato il problema, dopo anni di inerzie, e di averne avviato la risoluzione. Sui fondi PNRR, rimando alla presentazione di sabato 31 gennaio e all’open day nel corso del quale la cittadinanza si è resa conto del lavoro fatto, degli investimenti e dell’eccellente livello raggiunto da alcuni reparti dell’Ospedale Cardinal Massaia.

Sulle liste d’attesa, non è corretto fare graduatorie tra le varie Asl, anche se comprendo lo spirito campanilistico: tutte le Aziende hanno risposto con grande impegno allo sforzo richiesto dalla Regione e di questo le ringraziamo. L’Asl Asti ha fatto la sua parte e continuerà a farlo anche nell’anno appena iniziato. In ogni caso, prendo atto con soddisfazione che anche il gruppo sanità del PD Asti riconosce che il direttore Gorgoni “starà al passo con le aspettative”.

Federico Riboldi, assessore regionale alla Sanità

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