Cerca

Trasporti

Servizio ferroviario regionale in Piemonte: oltre 7000 firme contro disagi e rincari

7.193 firme: stop a ritardi e cancellazioni, ripristino degli orari pre‑Covid, rinnovo dei treni e sospensione dell'aumento delle tariffe

Servizio ferroviario regionale in Piemonte: oltre 7000 firme contro disagi e rincari

Ritardi, cancellazioni e servizi inadeguati: sono ben 7193 le firme raccolte nell’ambito della petizione “Migliorare le nostre ferrovie regionali - rispettate il nostro diritto al trasporto”,  a testimonianza di un disagio molto sentito e che tocca quotidianamente pendolari e studenti piemontesi. L’iniziativa, promossa da Co.M.I.S. (Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile) sulla piattaforma change.org e con il patrocinio di AMODO (Alleanza Mobilità Dolce), è nata con l’obiettivo di sollecitare interventi in grado restituire al servizio ferroviario pubblico standard di qualità.

Il 26 gennaio una delegazione del Co.M.I.S. ha consegnato personalmente a Roma il documento con i risultati della raccolta firme all’onorevole Andrea Casu, vicepresidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, e all’ingegnera Paola Firmi, presidente di Rete Ferroviaria Italiana. Il 9 febbraio, invece, le firme sono arrivate anche alla Regione Piemonte, in particolare al presidente Alberto Cirio e all’assessore dei trasporti Marco Gabusi.

Come spiega il Co.M.I.S., presieduta da Fulvio Bellora, la petizione si è resa necessaria per riportare il servizio all’altezza delle aspettative degli utenti, che invece vivono «continui e quotidiani disservizi, alcuni ormai cronicizzati, che causano problematiche sui posti di lavoro, a scuola ma anche nella vita privata».

Le motivazioni 

La petizione dà voce al crescente malcontento degli utenti del servizio ferroviario regionale che, come sostiene il Co.M.I.S., ha registrato un evidente peggioramento, al punto da diventare insostenibile per molti, soprattutto pendolari e studenti: ritardi frequenti, cancellazioni e limitazioni di percorso non rappresentano più episodi isolati, ma causa quotidiana di disagi che incidono negativamente sulla vita privata, lavorativa e scolastica dell’utenza, rappresentando al tempo stesso una limitazione della libertà e dei diritti.

Le richieste riguardano l’adozione di provvedimenti sostanziali e strutturali: il ripristino dell’orario pre-Covid, il potenziamento e rinnovamento del materiale rotabile, il miglioramento delle linee ferroviarie SFR e della mobilità metropolitana, sistemi di circolazione e informazione più efficienti, adeguata assistenza alla clientela e maggiori controlli per la sicurezza nelle stazioni e a bordo. Centrali anche la richiesta di manutenzione costante per garantire funzionalità e comfort e, infine, la riesamina delle condizioni in caso di sciopero per assicurare un servizio minimo che sia realmente garantito.

La richiesta: stop all’aumento delle tariffe 

Accanto alle richieste della petizione, il Co.M.I.S sollecita inoltre la sospensione dell’adeguamento delle tariffe del Trasporto Pubblico Locale all’inflazione, programmato per luglio 2026. Una misura che, secondo i promotori, rischia di colpire ulteriormente le famiglie, già provate da continui rincari in altri settori e da un servizio inadeguato. Mentre negli ultimi anni le tariffe hanno subito un aumento del 20%, i redditi continuano a perdere potere d’acquisto. La sospensione rappresenterebbe quindi «un provvedimento di responsabilità, di vicinanza oltreché di solidarietà nei confronti degli utenti che di quei disagi sono vittime indifese tutti i giorni».

In caso di impossibilità di intervento sulle tariffe, il Co.M.I.S avanza subito una proposta alternativa: un bonus per i pendolari, una misura compensativa intesa come segnale di rispetto verso chi, quotidianamente, subisce disagi e disservizi.

Giulia Pazzi

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133