Politica
16 Febbraio 2026 17:03:03
Da sinistra i consiglieri Bosia, Miroglio, Malandrone e Briccarello
«Le frazioni di Asti non sono periferia, ma città». Con questo presupposto, una parte dell'attuale opposizione in Consiglio comunale, formata da Mario Malandrone (Ambiente Asti), Vittoria Briccarello con Mauro Bosia (Uniti si può) e Gianfranco Miroglio (Europa Verde), ha lanciato una proposta molto articolata per dare risposte ai 15.000 cittadini che risiedono nelle zone frazionali. L'obiettivo è il superamento della logica degli "interventi episodici" per approdare a una politica strutturata e trasparente. Il piano mette al centro la sicurezza stradale e la qualità dello spazio pubblico. Tra i punti cardine figurano l’istituzione del limite di 50 km/h nei centri abitati e l'installazione di dissuasori di velocità "intelligenti". Viene inoltre proposta una mappatura partecipata dei punti critici, come fermate del bus e incroci, per definire priorità di intervento annuali. Sul fronte della manutenzione, la proposta prevede la fine della gestione basata sull'emergenza. L'idea è quella di un Piano di manutenzione triennale pubblico e consultabile, con un calendario certo per la riparazione di buche, marciapiedi e illuminazione. «Ogni frazione deve sapere quando e cosa verrà sistemato» fanno sapere i consiglieri.
Per ridurre l'isolamento, il documento suggerisce il potenziamento delle linee di trasporto pubblico con orari adatti non solo agli studenti, ma anche ai lavoratori, introducendo navette di collegamento verso l'ospedale, le scuole e la stazione. Ove possibile, si punta anche alla creazione di percorsi ciclopedonali sicuri tra le frazioni e il centro città. Un altro pilastro fondamentale è la riattivazione dei punti civici di frazione, spazi multifunzionali destinati ad associazioni e pro loco, oltre che sedi per il rafforzamento dei servizi sanitari e sociali di prossimità, pensati specialmente per gli anziani e le persone fragili.
Ma la proposta non si limita alle opere pubbliche, punta a una riforma amministrativa con l’istituzione di Consigli di frazione eletti con funzioni consultive reali e un bilancio partecipativo dedicato. Per garantire che queste promesse non restino su carta, i proponenti chiedono una quota fissa del bilancio comunale vincolata alle frazioni, un assessore con delega esclusiva sulle stesse (oggi c'è un consigliere comunale delegato) e indicatori pubblici per monitorare cosa è stato fatto e cosa no. Il piano prevede infine la valorizzazione economica del territorio attraverso la mappatura e il sostegno alle attività agricole, artigianali e ricettive locali, promuovendo la creazione di veri e propri distretti produttivi di frazione.
La conclusione dei firmatari è un attacco politico frontale a chi, a distanza di anni, è accusato, tra le righe, di visitare le frazioni solo in vista della campagna elettorale. Un evidente riferimento alle recenti riunioni intraprese dall'amministrazione Rasero, proprio nelle frazioni, per confrontarsi con i cittadini su cosa sia stato fatto in questi anni e quanto rimanga da fare. «Dopo anni di segnalazioni, interpellanze e richieste, i problemi delle frazioni sono noti e documentati - concludono i consiglieri di minoranza - Non serve un tour postdatato a distanza di 9 anni per chi ha ignorato le numerose segnalazioni, per chiederne altre in chiave elettorale: servono proposte, ascolto e confronto. Oggi non serve un tour, serve una scelta politica chiara: considerare i 15.000 cittadini delle frazioni non come pubblico da ascoltare, ma come parte integrante della città, con diritti, servizi e attenzione quotidiana».
Si tratta senza dubbio di una proposta molto articolata anche se, nel documento, non è chiarito come dovrebbero essere finanziati i vari progetti inseriti e quanto potrebbe costare, in termini economici, l'attuazione totale o parziale delle proposte.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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