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Intervista all'assessore Stefania Morra

«In estate, una contaminazione fungina ha rallentato i lavori all'archeologico»

Da anni si attende la realizzazione della nuova sezione museale al Sant'Anastasio che dovrà ospitare, tra gli altri reperti, anche la famosa Signora delle Ninfee

«In estate, una contaminazione fungina ha rallentato i lavori all'archeologico»

Il termine dei lavori per realizzare la nuova sezione archeologica del Museo di Sant'Anastasio, sotto il liceo Classico, era previsto per il 24 luglio 2024. Ma, a oggi, l'intervento non è ancora terminato né si sa quando il nuovo museo potrà essere aperto. Abbiamo fatto il punto con l'assessore ai Lavori Pubblici, Stefania Morra.

Quali sono le ragioni del ritardo?

Premesso che i lavori, gli impianti e l'allestimento museale (vetrine, supporti per i pannelli didattici, espositori, teche) previsti da contratto sono terminati il 24 settembre 2024, ad eccezione della realizzazione di parte degli allestimenti, dei pannelli didattici e dei contenuti delle postazioni multimediali, i primi ritardi nascono dal fatto che, non appena intrapresi i lavori di scavo, è stato ritrovato un muro di antica origine che è stato individuato quale muro di cinta di epoca romana. I lavori sono stati rallentati per ulteriori sondaggi e scavi per scoprirlo interamente ed è stata anche ipotizzata una modifica al progetto definendo una pavimentazione in vetro per poter vedere i resti ritrovati. Successivamente, da approfondite analisi del reperto da parte di archeologi specialisti, si è riscontrato che il muro è di epoca medioevale e probabilmente quale fondazione di un edificio. Pertanto la Soprintendenza ci ha autorizzato, previo il completamento del rilievo e delle analisi, a ricoprirlo con un tessuto-non tessuto per la protezione e a chiudere lo scavo. Successivamente la ditta ha cambiato la propria forma giuridica, che ha comportato la richiesta di tutta la documentazione amministrativa attestante la nuova formazione societaria e con relativa sospensione di lavori.

Tra le principali criticità che avrebbero inciso sul rallentamento dei lavori vi è la presenza di muffe legate all' umidità dei locali sotterranei destinati a ospitare la sezione archeologica.

Questa estate, dopo caldi eccessivi e periodiche e forti acquazzoni, si è riscontrato un aumento dell'umidità all'interno dei locali interrati. Questo ha comportato la nascita di una contaminazione fungina principalmente sui supporti dei pannelli didattici in MDF e sul muro a confine con via Giobert. Dopo aver verificato possibili perdite da tubazioni interne ed esterne, che non hanno dato risultati, si è intervenuti con piccoli accorgimenti, chiudendo le possibili infiltrazioni sulla facciata in via Giobert e dal cortile interno. Sono stati rimossi prontamente i pannelli contaminati, realizzato analisi dei funghi apparsi sugli stessi e monitorato l'aria interna da parte del dipartimento Scienze della Vita e Biologia dei sistemi dell'Università di Torino. È stata proposta l'istallazione di un nuovo impianto di deumidificazione e pertanto è stato necessario redigere una perizia di variante al progetto affidato che è stata approvata a fine dicembre. La variante prevede l'istallazione di un impianto di deumidificazione molto potente composto da tre macchine in tre punti diversi dell'area, che verranno istallate nell'arco di tre mesi, quindi entro il mese di aprile (tempi dovuti all'approvvigionamento ed installazioni dei macchinari).

Ci sono altri motivi che hanno causato il ritardo?

Il ritardo è anche dovuto alla difficoltà e complessità nella ricerca e nell'approfondimento delle tematiche prescelte per l'allestimento, ovvero la scelta di quali reperti esporre nelle vetrine, i testi, le immagini e la grafica dei pannelli didattici, i contenuti delle postazioni multimediali che dipendono dal comitato scientifico, composto principalmente dai funzionari della Soprintendenza. Non è semplice definire con precisione, a oggi, la data dell'apertura del museo, che comunque avverrà nell'anno in corso.

A che punto sono i lavori di restauro di palazzo Ottolenghi?

I lavori più importanti afferenti ai due lotti affidati (Piano Nobile e il resto del palazzo, a eccezione del piano secondo) sono già finiti il 21 luglio scorso e il 23 ottobre, collaudati il 17 novembre. L'apertura del palazzo è prevista dopo i vari allestimenti dei musei nel palazzo: il Museo delle Tecnologie del cinema (Mutec), il Museo del Vino, del Vermouth e delle erbe officinali (Muvv), il Museo Ottolenghi (Mo). Attualmente sono in corso gli affidamenti e le realizzazioni avranno una durata di circa 6 mesi. In questo periodo si è deciso di integrare ulteriori lavori di completamento che sono stati finanziati con altri contributi, come il restauro dell'androne principale, sostituzioni di alcuni serramenti del secondo piano, rifacimento di alcuni intonaci nei cortili minori, rifacimenti di impianti elettrici negli uffici dell'Israt.

Può confermare che all'interno di Palazzo Ottolenghi è prevista l'apertura di un'enoteca e di un ristorante? Sono già state definite le modalità per l'individuazione dei gestori?

Confermo la presenza futura di un ristorante e di una enoteca: il piano strategico “Asti, Vino e Cultura” ha ottenuto i finanziamenti regionali anche per la loro realizzazione.

Quando il complesso di San Pietro, interessato da lavori in corso dal 2021, potrà tornare pienamente fruibile? È confermato che non sia prevista una riapertura al pubblico prima dell'autunno?

I lavori di restauro e rifacimento del tetto del battistero di San Pietro sono terminati il 4 agosto 2023. L' apertura complessiva del Complesso di San Pietro avverrà con l'allestimento del Museo delle rotonde del Sacro Sepolcro che dovrà iniziare al più presto, dopo la firma del contratto con la ditta affidataria, e terminare entro 6 mesi dall'inizio.

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