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Il "flag" che non ammette errori, quando pagare 300 euro non basta a salvarti dalla multa

Un lettore racconta di aver dimenticato di indicare, sull'app Asti Parcheggi, la targa corretta tra le due previste dal suo abbonamento: «Perché non possiamo tornare anche al talloncino cartaceo?»

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Il parcheggio di piazza Alfieri [foto di repertorio]

Nell’era digitale un "clic" mancato può metterti nei guai. La storia che racconta un nostro lettore ha un po' il sapore della beffa, condito con quel pizzico di burocrazia che può rendere la vita quotidiana un percorso a ostacoli. È la mattina del 16 febbraio e l'uomo parcheggia l'auto in piazza Alfieri, ad Asti, forte del suo abbonamento annuale "Asta non residenti". Un investimento non da poco, ben 300 euro per avere il diritto di sostare senza pensieri. L'abbonamento è moderno, tecnologico, gestito tramite l’applicazione "Asti Parcheggi" e permette di autorizzare alla sosta due diverse targhe, ma non contemporaneamente.

Tutto perfetto, se non fosse per quell'inflessibile "flag". Per una distrazione, il lettore dimentica di spostare la spunta sulla targa dell'auto effettivamente parcheggiata, lasciando inserita quella della moglie. Una dimenticanza da pochi secondi che però non sfugge al controllo dell'ausiliario il quale, alle 9.19, eleva la contravvenzione. Qui scatta l'amarezza. L'uomo si domanda: «L'ausiliario, prima di fare una multa, è nelle condizioni di vedere, tramite il suo dispositivo, che una targa, sebbene non flaggata, sia tra quelle inserite a sistema e collegate a un abbonamento valido? Se fosse nelle condizioni di verificare questo particolare, non potrebbe dedurre che si tratti di un banale errore materiale? Ho sbagliato, pago, ma possibile che non ci sia un modo per avvisare l'automobilista, che regolarmente paga i suoi 300 euro, prima di sanzionarlo? Magari con un messaggio istantaneo o qualcosa di simile».

Da quanto abbiamo potuto apprendere dall'Asp, l'ausiliario può vedere se una targa sia collega a un titolo di sosta attivo, che si tratti di un pagamento orario o un abbonamento. Ma potrebbe avere il dubbio che, come nel caso della doppia targa caricata sull'applicazione, entrambe le auto siano parcheggiate contemporaneamente in due stalli diversi, quindi in deroga rispetto a quanto previsto. Insomma, l'ausiliario del traffico ha fatto la contravvenzione applicando le regole e su questo non ci sono dubbi, ma non c'è modo di trovare una via di mezzo che "tuteli" chi paga da una multa evitabile?

Oggi, nel mondo digitale, se il "flag" non è al suo posto, sei un "abusivo", anche se hai già pagato 300 euro per l'intero anno. Vero, ci sono anche tantissimi furbetti in circolazione che ne approfittano appena possono, ma il più delle volte a rimetterci sono le persone oneste. Visto che casi simili tra i cittadini sembrano moltiplicarsi, ecco quindi la proposta del nostro lettore che sa di rivoluzione nostalgica: tornare al caro, vecchio e "antico" cartoncino da esporre sul cruscotto. Il pezzo di carta non ha bisogno di aggiornamenti, non soffre di bug e, soprattutto, non richiede di spostare "flag" virtuali mentre si è di fretta. Sfortuna vuole che, almeno oggi, l'abbonamento annuale per gli stalli blu su tutte le zone a pagamento di Asti preveda solo l'utilizzo dell'applicazione e nessun talloncino cartaceo.

«Un cartoncino sul cruscotto - conclude l'uomo che riconosce l'errore - non ha bisogno di essere cliccato, ma lo esponi o non lo esponi. È tutto più intuitivo che switchare su un'applicazione e ciò eviterebbe tanti problemi».

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