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Formazione professionale

Nuovo corso per operatori socio-sanitari al Polo universitario di Asti 

Serpentino (Socialcoop): "Sono molto richiesti nelle case di riposo, in attesa della riforma che porti ad introdurre la figura dell'assistente infermiere"

Nuovo corso per operatori socio-sanitari al Polo universitario di Asti 

Sono aperte le iscrizioni al nuovo corso di formazione professionale per oss, operatore socio-sanitario al Polo universitario astigiano.

Dall'anno accademico 2018/2019, infatti, il polo è stato accreditato come agenzia di formazione professionale dalla Regione Piemonte, per cui ora promuove la nona edizione del percorso volto a preparare figure professionali in ambito sanitario, socio-assistenziale ed educativo.

Il percorso formativo

Il percorso, aperto a chi ha il diploma di scuola secondaria di primo grado (scuola media), è consentito ad un massimo di 25 partecipanti maggiorenni. Comincerà ad aprile per una durata di mille ore totali: comprenderà, oltre alle lezioni teoriche, uno stage da 450 ore da svolgere in vari contesti: socio-assistenziale, sanitario e scolastico.

Al termine del percorso, dopo il superamento della prova finale, verrà rilasciata la qualifica professionale.

Il corso è parzialmente a carico dell’assistito: la cifra varia in base all’Isee e può andare dalla gratuità ad un massimo di 1.500 euro.

Le iscrizioni sono aperte fino al 6 marzo, rivolte sia a disoccupati sia a coloro che stanno già svolgendo la mansione di oss ma sono ancora privi della qualifica professionale.

Per informazioni rivolgersi alla segreteria del polo universitario, scrivendo all’indirizzo oss@uni-astiss.it o telefonando al numero 0141/590423.

La richiesta di oss qualificati

A sottolineare l’importanza di formare nuove figure in ambito socio-assistenziale Maurizio Serpentino, presidente Socialcoop, consorzio delle cooperative sociali impegnate nell’ambito dell’assistenza. «Sicuramente - afferma - sono necessari nuovi ingressi nel lavoro di cura, che è in crisi da tempo. Negli ultimi anni, infatti, sono stati sottolineati solamente alcuni aspetti di queste professioni - dagli educatori professionali agli infermieri, fino agli operatori socio-sanitari - legati principalmente agli stipendi. Giustissimo, ma non si è più dato spazio all’importanza e all’utilità di questi mestieri nella società. Servono quindi operatori socio-sanitari competenti, in particolare con una formazione specifica di tipo sanitario

La riforma

Il riferimento è al fatto che, da tempo, gli imprenditori del settore chiedono l’introduzione di una figura intermedia tra l’operatore socio-sanitario e l’infermiere laureato. «Il primo - spiega Serpentino - è colui che ha terminato l’istruzione dell’obbligo e ha la qualifica professionale; il secondo è un laureato in Infermieristica. Ecco, sarebbe utile che venisse attuata la riforma approvata nel 2000 che prevede, ad esempio nelle Rsa, una terza figura professionale di raccordo tra i due: l’oss in possesso anche di una formazione di tipo sanitario (o l’assistente infermiere). Un modo, questo, per valorizzare la figura dell’infermiere e per dare una prospettiva di carriera all’operatore socio-sanitario. Fortunatamente il tema è tornato recentemente al centro del dibattito, per cui sembra che la riforma possa essere finalmente attuata a breve».

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