Giovani
20 Febbraio 2026 15:37:08
Contrastare il disagio giovanile e promuovere il benessere delle nuove generazioni attraverso una rete territoriale integrata: è questo l’obiettivo di “Giovani in Equili…brio”, il nuovo progetto promosso dalla Provincia di Asti e finanziato con 110 mila euro nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Province x Giovani – Insieme per il benessere e il protagonismo delle nuove generazioni”, sostenuta dall’Unione delle Province d’Italia e dal Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale.
Il progetto, presentato questa mattina nella sede provinciale, coinvolge numerosi partner del territorio, tra cui le cooperative Motiva, Valdocco e PIAM Onlus, con il supporto dei consorzi socio-assistenziali e del Comune di Asti. Avrà una durata di diciotto mesi e si rivolge a studenti e giovani, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità emotiva, isolamento e marginalità sociale.
«L’ammissione al finanziamento rappresenta un riconoscimento alla qualità della proposta progettuale e alla capacità dell’ente di interpretare i bisogni delle nuove generazioni», ha sottolineato il presidente della Provincia Maurizio Rasero, evidenziando il ruolo delle istituzioni nel promuovere inclusione e benessere giovanile.
Alla base del progetto vi è un’attenta analisi del contesto territoriale, che ha evidenziato criticità significative. Tra queste, la carenza di opportunità di socializzazione, la difficoltà a costruire relazioni al di fuori dei gruppi abituali e la presenza di fenomeni come bullismo, autolesionismo e comportamenti a rischio legati al consumo di sostanze, al gioco d’azzardo e all’uso eccessivo degli smartphone. Il progetto “Indipendenze” del Comune di Asti, ad esempio, ha già intercettato oltre 1.800 giovani evidenziando la diffusione di queste problematiche.
Un quadro complesso che richiede risposte coordinate e strutturate. «Giovani in Equili…brio nasce dall’ascolto diretto dei ragazzi e si fonda su un modello educativo integrato di benessere comunitario», ha spiegato il consigliere delegato alle politiche giovanili Carlo Mancuso.
Il progetto si sviluppa su tre assi principali: prevenzione, educazione socio-affettiva e promozione della partecipazione attiva. Sono previsti interventi nelle scuole, laboratori socio-emotivi e percorsi per sviluppare competenze relazionali e life skills, fondamentali per affrontare ansia, difficoltà scolastiche e relazionali.
Accanto all’educazione formale, verranno promosse attività informali e non formali, come laboratori artistici di street art, pratiche di mindfulness e yoga, esperienze di volontariato e percorsi di peer support, cioè supporto tra pari. Un’attenzione particolare sarà rivolta ai giovani pendolari e a quelli residenti nei piccoli comuni della provincia, spesso privi di spazi di aggregazione strutturati.
Tra i luoghi individuati per le attività figura anche il Movicentro di Asti, punto di ritrovo naturale per studenti e pendolari, dove verranno organizzate iniziative artistiche e momenti di confronto diretto con i ragazzi per raccogliere bisogni e proposte.
L’obiettivo è ambizioso: intercettare almeno 400 studenti in condizioni di fragilità e coinvolgere attivamente decine di giovani in attività educative, laboratori e percorsi di volontariato, trasformandoli da destinatari passivi a protagonisti attivi della comunità.
Uno degli elementi centrali del progetto è la collaborazione tra istituzioni, cooperative sociali e servizi socio-assistenziali. Una rete che consente di raggiungere anche i giovani più difficili da intercettare, come i NEET o quelli residenti nelle aree provinciali.
«I giovani chiedono soprattutto spazi sicuri dove poter essere se stessi», è emerso durante la presentazione. Il progetto punta proprio a creare contesti di ascolto, supporto e crescita, favorendo l’inclusione e il protagonismo giovanile.
Alla conferenza hanno partecipato anche delegazioni di studenti degli istituti superiori cittadini, tra cui l'istituto Castigliano, il liceo Monti, il liceo Vercelli e l'istituto Giobert. In rappresentanza degli studenti, la rappresentante d'istituto del Castigliano ha ringraziato enti e partner per aver avviato un’iniziativa «così vicina ai giovani», sperando che la burocrazia non rallenti la realizzazione delle attività.
La studentessa ha inoltre avanzato alcune proposte concrete, tra cui percorsi di educazione alla legalità con visite nei tribunali o negli istituti penitenziari, l’organizzazione di tornei sportivi tra scuole e un maggiore spazio alla formazione pratica sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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