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Commercio

Mercato, via libera alla nuova planimetria: 30 banchi tornano in piazza Libertà e largo Saracco a partire da giugno

Oggi l'ultimo confronto tra l'assessore Bologna e i rappresentanti degli operatori: 166 banchi restano in piazza del Palio con un format più contatto. Ma non mancano critiche al progetto

Mappa nuovo mercato

L'assessore al Commercio Loretta Bologna presenta la mappa definitiva del mercato diviso su due zone

Dopo un anno di trattative, consultazioni e accesi confronti, l’amministrazione comunale di Asti ha sciolto le riserve sulla nuova configurazione del mercato cittadino. La decisione, illustrata oggi pomeriggio dall'assessore al Commercio Loretta Bologna, segna il ritorno parziale dei banchi nelle aree storiche a ridosso di piazza Alfieri, con l’obiettivo dichiarato di compattare l’area mercatale e porre fine ad una lenta, ma inesorabile agonia. Perché, come ormai è emerso in tutti i luoghi di confronto, il mercato unificato in piazza del Palio non ha funzionato, non ha convinto gli astigiani e non ha arrestato la morìa di banchi già iniziata prima ancora dello spostamento.

Il cuore della riforma, che molti sperano sia davvero l'ultima, è lo spostamento di 30 banchi che lasceranno piazza del Palio per posizionarsi tra largo Saracco e piazza Libertà dove già una volta c'era una parte del mercato. Questa zona vedrà una prevalenza di stalli di grandi dimensioni (il 70% da 12 metri e il 30% da 10 metri) e per accoglierli saranno rimossi tutti gli arredi urbani presenti. I restanti 166 posteggi rimarranno in piazza del Palio, per un totale complessivo di 196 stalli attivi su tutta l'area mercatale. La vera rivoluzione riguarda il disegno di piazza del Palio: l’amministrazione ha deciso di abbandonare l’attuale disposizione dei banchi in verticale rispetto all'asse nord-sud, per tornare a un orientamento orizzontale, riproponendo una configurazione simile a quella che già esisteva in principio.

Nonostante il parere favorevole di associazioni come Confcommercio, Confesercenti e Ana Ugl, il clima durante la riunione di oggi pomeriggio è rimasto teso: l'associazione Goia si è dichiarata contraria a un'ulteriore divisione del mercato, mentre singoli operatori hanno sollevato forti dubbi sulla funzionalità del nuovo disegno. C'è chi ha anche contestato l'idea di girare i banchi in orizzontale, «idea che nessuno degli operatori ha mai chiesto di fare».

la mappa del nuovo mercato

Le critiche più aspre riguardano l'orientamento dei banchi: alcuni operatori hanno lamentato che, con la disposizione orizzontale, si troveranno «con il sole in faccia tutto il giorno». Altra nota dolente è la possibile convivenza con gli alimentaristi: alcuni stalli si troveranno a dare la schiena ai furgoni degli alimentari, creando quello che un ambulante ha definito un «controsenso estetico e commerciale». Ma su questo punto l'assessore ha detto che si cercherà di trovare una soluzione condivisa in sede di delibera. Infine, è scoppiata una piccola querelle sull'impossibilità di richiedere stalli da 8 metri, opzione esclusa dall'amministrazione per semplificare la tracciatura.

Il cronoprogramma per il ritorno parziale in centro

L’assessore Bologna ha difeso con fermezza il progetto, sottolineando la necessità di agire con urgenza e di non poter continuare a rimandare all'infinito una decisione. «Andiamo a disegnare gli stalli, portiamo a casa il risultato e vediamo come va - ha dichiarato, invitando gli operatori a non perdersi in ulteriori lungaggini - Tendenzialmente vorremmo fare il primo possibile, appena andranno via le giostre di maggio faremo la tracciatura degli stalli così da essere pronti per giugno». Prima, però, come da regolamento sarà necessario andare alle "riscelta" dei posti in base alla graduatoria. Riscelta che, per ragioni evidenti, premierà alcuni penalizzando altri, ma l'alternativa sarebbe quella di restare in piazza del Palio dove lo stesso assessore ha rimarcato l'assenza di clientela.

gli ambulanti alla riunione

«Tutto si può dire, ma non che abbiamo deciso di imporre dall'alto questo trasferimento perché vi abbiamo dato un anno di tempo per dirci che cosa volevate fare», ha concluso Bologna rivolgendosi ai contestatori e ribadendo che l'obiettivo finale è avere un «mercato più compatto per il bene di tutta la categoria».

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