Itinerari religiosi
24 Febbraio 2026 12:30:00
“Ovunque Don Bosco andasse era sempre aspettato da una straordinaria folla di popolo. La banda, i teatri, le solennità e i canti del coro giovanile in Chiesa avevano certamente una grande attrattiva: ma in quei giorni trionfava soprattutto la parola di Dio. Per Don Bosco tali passeggiate si trasformavano in vere missioni apostoliche, di genere nuovo”.
Queste poche righe, riportate nelle Memorie Biografiche di Don Bosco, rendono in maniera efficace il senso e l’atmosfera delle passeggiate effettuate dal sacerdote a metà Ottocento, che ora possono “rinascere” grazie al laborioso progetto dei Cammini monferrini di Don Bosco: dieci itinerari nel Monferrato, messi a punto per consentire di rivivere l’esperienza di apostolato dell’epoca.
A spiegare di cosa si tratta don Egidio Deiana, vice parroco della parrocchia San Giovanni Bosco di Asti e rettore del Colle Don Bosco dal 2001 al 2016, che ha definito il progetto (in attesa di ottenere, a breve, il riconoscimento della Regione Piemonte come cammino religioso) con il coinvolgimento di enti e istituzioni del territorio: dal Gal al Cai, che ha pianificato gli itinerari, fino alle Amministrazioni comunali interessate.
«Gli itinerari - spiega don Deiana, studioso della figura di Don Bosco e della storia del periodo risorgimentale in Piemonte - hanno l’obiettivo di far “rivivere” le passeggiate effettuate da Don Bosco tra il 1848 e il 1864. Fino al 1861 si trattava delle cosiddette passeggiate autunnali. Da giovane prete, Don Bosco partiva da Valdocco, accompagnato da un piccolo gruppo di giovani (negli anni sempre più numeroso), per raggiungere la collina dei Becchi di Castelnuovo, dove era nato, in occasione della celebrazione della Madonna del Rosario. Un modo, anche, per consentire alla mamma Margherita di tornare dai parenti. In quei giorni di permanenza i parroci della zona gli chiedevano di aiutarli nel loro ministero, soprattutto nella predicazione e nella confessione (che, insieme alla comunione, era il perno del suo apostolato)».
Mano a mano che la sua popolarità cresceva, erano sempre più numerosi i parroci che volevano ospitarlo e usufruire del suo ministero, così come erano desiderosi di accoglierlo i signori del Monferrato, spesso suoi benefattori perché ne avevano visto i risultati prodigiosi a Torino. Così, dal 1861, don Bosco decise di pianificare e organizzare tutte le richieste.
«In questo modo - continua il sacerdote - presero vita le cosiddette “grandi passeggiate”, che diventarono vere e proprie missioni apostoliche, impostate con un itinerario che toccava il Monferrato di Castelnuovo e dintorni, il Monferrato del Casalese e l’alto Monferrato di Mornese e Nizza. In ogni paese in cui si fermavano don Bosco e i ragazzi era previsto un ingresso festoso con la banda giovanile, la sosta in piazza per i saluti i e canti del coro giovanile guidato da Don Cagliero, il rosario e le benedizione eucaristica in chiesa, la cena offerta dalla popolazione e dalla parrocchia e la commedia teatrale in piazza che vedeva in scena ragazzi di Valdocco. Poi la preghiera serale. Il mattino dopo, all’alba, Don Bosco era a disposizione per le confessioni, in cui rivelava il dono di saper leggere nelle coscienze».
«C’era un clima - prosegue - misto di festa giovanile e popolare e, soprattutto, si concretizzava una forte esperienza del sistema preventivo alla base del suo metodo educativo. Il risultato? Molti giovani ne rimanevano colpiti e continuavano il cammino con Don Bosco, tanto che furono molto numerose le vocazioni religiose maschili e femminili».

I Cammini, quindi, sono oggi un’opportunità per «rivivere l’esperienza di apostolato e animazione vissuta dai giovani di Don Bosco, un percorso vocazionale per riscoprire la propria identità cristiana come sperimentarono gli abitanti dei paesi coinvolti a metà Ottocento», sottolinea don Deiana.
In totale 200 chilometri divisi in 10 itinerari, identificati con apposita segnaletica, per un massimo di 24 chilometri a tappa. Oltre 30 i paesi coinvolti come sosta e 47 come territorio lambito dai percorsi, che si possono seguire a piedi, in bicicletta o in auto.
Ecco gli itinerari: Colle Don Bosco - Montechiaro; Montechiaro - Portacomaro; Portacomaro - Vignale Monferrato; Vignale - San Salvatore Monferrato; San Salvatore - Casale Monferrato; Casale - Santuario di Crea; Santuario di Crea - Calliano; Calliano - Montiglio Monferrato; Montiglio - Pino d’Asti; Pino - Colle Don Bosco.
«L’esperienza può essere fatta a livello individuale o di gruppo, indicata per esempio con oratori e centri estivi, ed è concepita anche per consentire di respirare la vita e gli eventi dei paesi coinvolti», conclude don Deiana.
È anche possibile ottenere la Carta del pellegrino, con i timbri a ricordo del percorso svolto, rilasciata dal paese iniziale del cammino. Per averla, bisogna compilare l’apposita scheda di iscrizione.
Per iscrizioni e prenotazioni: camminimdb.at@gmail.com; 335/6423972 (annunciarsi tramite messaggio). Per informazioni: www.camminomonferratodonbosco.it.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
f.lavina@lanuovaprovincia.it
Società editrice Editrice OMNIA S.r.l.
via Monsignor Rossi 3 -14100 Asti
P.Iva 00080200058