Il caso
25 Febbraio 2026 07:35:12
Fumata nera e "pollice verso" per un pronto soccorso veterinario: per l'amministrazione comunale è troppo costoso [foto di repertorio]
Il Consiglio comunale di Asti ha bocciato l'ordine del giorno presentato dalla consigliera Vittoria Briccarello (Uniti si può) che proponeva l'istituzione di un servizio di pronto soccorso veterinario H24 in città. La votazione si è conclusa con 9 voti favorevoli, 14 contrari e 3 astenuti, sancendo il rigetto della proposta nonostante la condivisione di intenti manifestata a parole da entrambe le parti. La consigliera Briccarello ha presentato il documento non come una provocazione politica, ma come una «dichiarazione di interessi» pragmatica per la città. Secondo la consigliera, un presidio veterinario aperto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 rappresenterebbe «un fondamentale segno di civiltà e garantirebbe maggiore sicurezza sia agli animali che ai cittadini».
L'ordine del giorno chiedeva, nello specifico, l'attivazione di un tavolo di fattibilità per valutare i costi e l'efficacia economica dell'operazione coinvolgendo i professionisti che già lavorano sul territorio. Briccarello ha inoltre sottolineato come una clinica di questo tipo potrebbe fungere da leva professionale, attirando ad Asti giovani medici veterinari che attualmente prestano servizio in centri vicini come Alba, Alessandria o Torino. L'obiettivo finale era impegnare il Comune a promuovere uno studio tecnico-economico e a verificare la possibilità di stipulare convenzioni con strutture private del territorio.
L'assessore all'Ambiente, Luigi Giacomini, ha risposto spiegando come il tema «sia stato a lungo un suo cruccio», ma ha evidenziato le enormi difficoltà riscontrate nei tentativi passati. Giacomini ha riferito di incontri con l'Ordine dei Veterinari conclusi con un nulla di fatto: «Mi hanno risposto che non si mettono a disposizione nelle ore notturne per mancanza di personale».
L'assessore ha poi snocciolato i dati relativi ai costi di gestione che non sarebbero sostenibili per le casse del Comune: una struttura adeguata richiederebbe investimenti in strumentazione (come TAC ed ecografi) pari a circa 2 milioni di euro, oltre alle ingenti spese per il personale specializzato (chirurghi, anestesisti, vigilanza). Ha sottolineato che, al momento, l'amministrazione dispone solo della struttura di Revignano, nata come oasi felina, che però necessita ancora di numerosi interventi di manutenzione, illuminazione e allacciamenti. Per questi motivi, l'assessore ha proposto alla consigliera Briccarello di ritirare l'odg per riscriverlo in modo condiviso con la maggioranza, alla luce di possibili sviluppi futuri.
Proposta rigettata dal momento che la consigliera ha rimarcato che il testo dicesse esattamente quanto auspicato dall'assessore riguardo al reperimento di fondi e allo studio di fattibilità. «Se volete ritirarlo e presentarne un altro uguale per poter dire che l'avete presentato voi, va bene», ha replicato Briccarello, chiedendo comunque di procedere alla votazione.
Al momento della dichiarazione di voto, si è consumato lo strappo definitivo: il sindaco Rasero ha chiesto alla maggioranza di votare "no" mostrando il pollice verso, richiamando il gesto tipico dell'antica Roma. L'esito dell'urna ha confermato la bocciatura, lasciando, per ora, i proprietari di animali della città senza un punto di riferimento locale per le emergenze notturne.
Secondo l'assessore Giacomini, fra una decina di giorni potrebbero arrivare delle novità sul tema del benessere animale che potrebbero portare all'approvazione di un altro ordine del giorno di cui non si conoscono ulteriori dettagli.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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