Il caso
04 Marzo 2026 10:39:45
Il campetto da basket al Bosco dei Partigiani riqualificato da tre giovani [foto J.R.]
C’è chi aspetta l’intervento delle istituzioni e chi, armato di scopa, qualche sacco dell'immondizia e buona volontà, decide di rimboccarsi le maniche per restituire decoro a un pezzo della città. Come ha fatto Flavio Cavallero, 23 anni, dipendente del ristorante One More di Asti e un passato di studi all'alberghiero. Flavio, insieme a due amici coetanei, Daniel Belbe e Massimiliano Maroga, ha trasformato un’area degradata in uno spazio nuovamente fruibile per lo sport.
Teatro dell'intervento è il campetto da basket situato al Bosco dei Partigiani, un luogo che Flavio ricorda essere stato in cattive condizioni da almeno un decennio, salvo alcuni momenti nei quali un'associazione si era interessata al suo recupero. Infatti, quello che una volta era uno spazio sportivo gratuito per i giovani, negli anni è stato spesso utilizzato impropriamente come recinto per i cani.
«Una mattina mi sono trovato al parco con un mio amico e abbiamo visto che il campo da basket era veramente in condizioni brutte - racconta Flavio - Abbiamo quindi deciso di dargli una spazzata e poi ci siamo fatti prendere la mano». In circa sette ore di lavoro collettivo, a cui si è unito spontaneamente anche un passante, i ragazzi hanno rimosso muschio e sporcizia. Hanno raccolto le foglie che creavano una patina scivolosa sul terreno e ridato fruibilità alla piattaforma.

Il campetto da basket al Bosco dei Partigiani dopo i lavori di riqualificazione fatti dai ragazzi
Nonostante l’impegno, resta un ultimo ostacolo per rendere la struttura completa: la mancanza del cesto del canestro, che era stato precedentemente spaccato. I giovani hanno tentato di intervenire autonomamente, ma senza successo a causa delle viti bloccate. «Manca solo il cesto del canestro, - spiega Flavio - e, volendo fare una riqualificazione perfetta, servirebbero anche un trattamento diserbante per il muschio scivoloso e una sistemazione alle panchine».
Durante i lavori, alcuni residenti si sono avvicinati chiedendo se i tre ragazzi fossero addetti comunali incaricati di ripristinare il campo da basket, ma la risposta è stata quella di aver compiuto un semplice gesto di cittadinanza attiva. «È abbastanza soddisfacente - continua Flavio - perché vedi comunque un posto, prima non fruibile, diventare di nuovo utile per tutti. Non è stato difficile perché abbiamo organizzato in giornata e ci siamo messi a pulirlo».
Flavio, Daniel e Massimiliano sono pronti a mantenere pulito il campo in futuro, ma lanciano un appello all'amministrazione comunale affinché li aiuti installando il canestro mancante. Si tratterebbe di un piccolo gesto da parte del Comune come segno di riconoscenza per i ragazzi che si sono adoperati, senza nulla chiedere, nella sistemazione del campetto. In caso contrario, Flavio ha già un'idea: «O facciamo una colletta o vediamo di arrangiarne uno».
Così, mentre c'è chi devasta i luoghi comuni, come avviene nel sottopasso di piazza Marconi, c'è anche chi dà un grande esempio di come la cura del bene comune possa partire dal basso, con poche ore di lavoro e molta passione.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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