Il caso
04 Marzo 2026 17:42:03
L'assessore all'Ambiente Luigi Giacomini e il volontario dell'Associazione Difesa Felini, Luca Tomatis
Non è certo un clima da fusa quello che si respira tra l'amministrazione del sindaco Rasero e chi si prende cura dei gatti di strada. La "querelle" sulle colonie feline è esplosa, per l'ennesima volta, dopo l'approvazione della delibera di giunta 71 del 3 marzo che lancia una colletta alimentare comunale per sfamare i circa 450 felini senza casa censiti in città. Un progetto già sostenuto in passato e rinnovato anche per il 2026. Ma quella che l'amministrazione presenta come una mano tesa verso gli animali, per l'Associazione Difesa Felini è solo un «maldestro tentativo di offuscare la vista dai reali problemi delle associazioni e delle colonie feline».
L’amministrazione, su proposta dell’assessore all’Ambiente Luigi Giacomini, ha deciso di stanziare 200 euro in più sul budget disponibile per acquistare contenitori da posizionare in supermercati e pet-market, affidando la raccolta del cibo all’associazione A.e.o.p e la distribuzione al personale del Servizio Ambiente. Un piano che sulla carta mira a dare ossigeno a chi gestisce le 41 colonie cittadine, ma che i volontari hanno liquidato con una metafora al vetriolo: «È come lanciare un salvagente mentre il Titanic affonda».
I volontari non usano mezzi termini verso l'assessore Giacomini, del quale denunciano, tramite un comunicato stampa, «una sconvolgente incompetenza» e una gestione definita «inefficiente». Secondo l’Associazione Difesa Felini, questa iniziativa sarebbe stata «calata dall'alto» senza alcun confronto preventivo, tanto da averne appreso l'esistenza solo dai giornali. Ciò che fa infuriare i volontari è la sensazione che il Comune stia deliberatamente ignorando le questioni cruciali come i tanti problemi alla Casa dell'Avvogatto e al cimitero, dove si trova una storica colonia felina; l'assenza di un ambulatorio h24, la cui ricerca di partner privati appare «ombrosa» e la mancanza di un tavolo congiunto per partecipare a bandi dedicati.
Per chi ogni giorno si occupa dei mici astigiani, la delibera prodotta in «camera caritatis è solo fumo negli occhi». L'accusa è presto detta: secondo i volontari è «sconcertante come il comune scarichi i costi del mantenimento delle colonie ai privati e alle loro donazioni, piuttosto che accogliere seriamente i volontari e sviluppare pratiche a basso impatto economico e ambientale»
Anche per questi motivi, l'Associazione Difesa Felini ha ufficialmente chiesto le «immediate dimissioni dell'assessore Giacomini», schierandosi apertamente con i consiglieri di minoranza, e in particolare con Vittoria Briccarello (Uniti si può) che si sta occupando delle criticità denunciate dai volontari e che presto convocherà una riunione tra tutte le associazioni che si occupano di questi temi.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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