Infrastrutture
09 Marzo 2026 16:44:01
Il tracciato giallo del Collegamento Sud/Ovest
Il futuro della viabilità astigiana, in particolare del Caso - Collegamento Asti Sud/Ovest, si gioca su una strategia a doppio binario. È quanto emerge dalle parole dell’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi, che ha fatto il punto sullo stato di avanzamento del progetto e sulle modalità di finanziamento previste per sbloccare i cantieri. Ad oggi, la Regione sta mantenendo aperte due strade parallele per il finanziamento e la realizzazione dell’opera: da un lato il Contratto di programma con Anas, dall'altro le proposte del nuovo concessionario autostradale dell’A21, Itp - Ivrea Torino Piacenza. Quest'ultimo, infatti, ha l'obbligo contrattuale di presentare una serie di opere (circa 39 progetti) entro un anno dalla presa in carico dell'autostrada avvenuta nel 2024.
«Ad oggi il progetto di Itp affianca quello che sta realizzando l’Anas, non lo sostituisce - spiega l’assessore Gabusi - Tramite la Provincia abbiamo condiviso questo principio e fatto degli approfondimenti. Si tratta però di due progetti molto simili, basati sul tracciato già indicato dal Comune e dalle autorità locali. Quando uno dei due avrà il via libera del finanziamento, l’altro verrà cancellato». Per evitare i ritardi burocratici che hanno caratterizzato altre grandi opere (come l'Asti-Cuneo), la Regione punta a un'autorizzazione unica, tramite una sola Conferenza dei servizi, per poi procedere alla realizzazione dell’opera dividendola in due lotti, uno dei quali relativo alla costruzione di un nuovo ponte sul Tanaro.
In questi giorni le Province piemontesi e la Regione stanno ultimando la sintesi delle opere prioritarie da presentare al Ministero, entro la prima decade di aprile, in un «pacchetto di proposte condivise». A marzo 2023 fu l’Anas a illustrare cinque ipotesi di tracciato e, l’anno successivo, il contratto di programma tra il Governo e l’Anas mise a bilancio 104 milioni di euro per realizzare il Caso che continua a dividere parte della politica e dell’opinione pubblica. Il nodo da sciogliere, infatti, è dato dalla copertura finanziaria, ma anche dai tempi imposti dalla politica: se il prossimo anno dovesse cambiare il colore dell’amministrazione comunale, l’opera potrebbe ancora essere bloccata? «Al di là del finanziamento - conclude Gabusi - ci saranno una fase autorizzativa e le Conferenze dei servizi in cui gli Enti dovranno approvare l’opera. Quindi, se questo passaggio si concluderà prima dell'elezione di un eventuale altro sindaco, non vedo questioni; se si concluderà dopo, senza un titolo autorizzativo, allora il discorso potrebbe cambiare. Ma la tangenziale è strategica, attesa da anni e necessaria».
Infine, le novità del casello autostradale di Villafranca che Gabusi considera «estremamente pratico, pur essendo di proporzioni inferiori rispetto alla Sud/Ovest». «I vantaggi del casello di Villafranca risiedono nei costi contenuti e nell'alta capacità di adduzione all'autostrada, - conclude - rendendolo un'opera di facile realizzazione che potrebbe beneficiare anche delle nuove tecnologie come il sistema Free-flow. Questa infrastruttura non coinvolge Anas, trattandosi di uno svincolo legato alla concessione autostradale».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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