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Asti Docg: il punto sul 2025 tra dazi e tensioni internazionali

Un anno complesso per il Consorzio che archivia il 2025 con un calo delle vendite globali ma anche con alcuni segnali incoraggianti

Asti Docg: il punto sul 2025 tra dazi e tensioni internazionali

Il direttore del Consorzio Asti DOCG Giacomo Pondini

Un anno complesso per l’Consorzio Asti DOCG, che archivia il 2025 con un calo delle vendite globali ma anche con alcuni segnali incoraggianti, soprattutto dai mercati asiatici. A pesare sul bilancio sono stati soprattutto i dazi negli Stati Uniti – primo mercato per il Moscato d’Asti – e le conseguenze del conflitto in Ucraina, che hanno inciso sulla Russia, tradizionalmente principale destinazione per l’Asti Spumante.

Secondo i dati elaborati dal Consorzio su base Nielsen IQ, nel 2025 le vendite globali nella grande distribuzione e nel retail si sono fermate a poco meno di 75 milioni di bottiglie, con una flessione del 9% rispetto all’anno precedente.

«Che la fase sia difficile non è una novità – commenta il presidente del Consorzio, Stefano Ricagno –. Alla contrazione generale dei consumi si aggiungono le tensioni in due mercati che da soli rappresentano oltre il 40% delle nostre vendite. Questo ha inevitabilmente avuto un peso. Non sono mancate però note positive, a partire dalla crescita della domanda asiatica, soprattutto in Cina, che sta assumendo dimensioni importanti e lascia intravedere prospettive interessanti. Per questo abbiamo bisogno di ampliare il nostro spettro commerciale».

A soffrire di più è stato l’Asti Spumante, che registra una flessione del 12,4% e scende a 49,3 milioni di bottiglie da 0,75 litri vendute. Più contenuto invece il calo per il Moscato d’Asti, che chiude l’anno con un -1,8%, pari a circa 25 milioni di bottiglie.

«Se si esclude il calo negli Stati Uniti, dove il Moscato registra un -7,6% pur rappresentando ancora il 58% del totale commercializzato – spiega il direttore del Consorzio, Giacomo Pondini – il bilancio sarebbe stato positivo». A sostenere il prodotto sono stati infatti la sostanziale stabilità in Europa (-0,6%) e soprattutto la crescita nei mercati asiatici (+11,3%). In particolare la Cina ha registrato un incremento del 55%, diventando il terzo mercato per la tipologia. Nel complesso, l’Asia rappresenta oggi il 18% delle bottiglie esportate.

Più complessa la situazione per l’Asti Spumante, che paga soprattutto la contrazione in Europa (-14%, pari a 4,2 milioni di bottiglie in meno rispetto al 2024) e negli Stati Uniti, dove il calo arriva al 50% con una perdita di 2,6 milioni di bottiglie. Più contenuta la flessione in Russia, che limita il calo al 3% con 14,1 milioni di bottiglie vendute.

In Europa si registrano forti riduzioni in alcuni mercati chiave: Gran Bretagna (-13%), Germania (-49%) e Polonia (-26%). Segnali positivi arrivano invece dall’Est europeo, con buone performance in Ungheria e Lituania.

Anche fuori dall’Unione Europea il quadro è articolato. In Asia continua a crescere l’interesse anche per l’Asti Spumante, che segna un +20% raggiungendo 3,3 milioni di bottiglie vendute, grazie soprattutto ai risultati ottenuti in Giappone, Emirati Arabi, Kazakistan e Cina. Nel continente americano prosegue invece il trend positivo del Messico, che supera il milione di bottiglie commercializzate, mentre il Perù raggiunge quota 750 mila pezzi aumentando di circa un terzo la propria domanda di bollicine astigiane.

In flessione anche il mercato italiano, che rappresenta circa il 10% della produzione: l’Asti Spumante registra un -5,7% (4,25 milioni di bottiglie), mentre il Moscato d’Asti cala del 6,9% fermandosi a 2,5 milioni.

Guardando all'anno corrente, il Consorzio proseguirà la propria attività promozionale dopo la partecipazione al Salone del Vino di Torino, con la presenza alla 58ª edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile. Sul fronte della promozione internazionale è previsto un investimento di circa un milione di euro, destinato in particolare al mercato statunitense attraverso eventi, degustazioni e campagne promozionali distribuite nel corso dell’anno.

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