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Castelnuovo Don Bosco ricorda il centenario della morte di San Giuseppe Allamano

Reliquie e fiaccole di San Giuseppe Allamano in pellegrinaggio per l’Europa e il mondo

Castelnuovo Don Bosco ricorda il centenario della morte di San Giuseppe Allamano

Nell’ambito delle celebrazioni del centenario della morte di San Giuseppe Allamano, è partito dal santuario dell'Istituto Missionari Consolata di corso Ferrucci a Torino, il pellegrinaggio di quattro reliquie del santo accompagnate da quattro fiaccole che raggiungeranno i quattro continenti dove sono presenti i missionari e le missionarie della Consolata, membri delle due famiglie fondate da lui per l’evangelizzazione ad gentes, rivolta ai non cristiani.

La reliquia e la fiaccola che visiteranno il continente europeo hanno iniziato il loro percorso seguendo un itinerario tracciato che si concluderà il 16 febbraio 2027. A Castelnuovo Don Bosco la reliquia è esposta fino al 10 marzo.

Rimasto orfano di padre a tre anni, figlio di una famiglia di agricoltori molto devoti e nipote di San Giuseppe Cafasso (fratello della madre), studiò a  Valdocco  nell’oratorio di San Giovanni Bosco. Venne ordinato sacerdote nel 1873 e nel 1877 si laureò in teologia presso la Pontificia facoltà teologica di Torino.

Assistente e in seguito direttore spirituale del Seminario nel 1880 venne nominato rettore del Santuario della Consolata. Il 29 gennaio 1901 fondò l'Istituto Missioni Consolata che nel 1902 avvierà le sue attività di apostolato con la partenza per il Kenya dei primi quattro missionari, due sacerdoti e due coadiutori.

Vista la necessità dalla presenza femminile nell’opera di apostolato, nel 1910, fondò le Suore missionarie della Consolata. Morì a Torino il 16 febbraio 1926. Venne beatificato da papa Giovanni Paolo II il 7 ottobre 1990 e canonizzato il 20 ottobre 2024.

Quest’anno ricorre anche il centenario della morte un altro religioso di origini castelnovesi, il cardinale Giovanni Cagliero. Fu uno dei primi salesiani, conobbe e fu vicino a Don Bosco al quale si legò così tanto da diventare uno dei suoi più versatili ed abili collaboratori.

«A 100 anni dalla morte – commenta il sindaco Umberto Musso - vogliamo ricordiamo questo grande castelnovese che nella sua lunga vita fu non solo promotore della pratica pastorale nelle diocesi di molti Paesi ma anche sostenitore dell’ingresso dei missionari salesiani in molti stati e delle buone relazioni tra la Santa Sede ed i governi dell’America Latina. Non mancheranno momenti per riscoprire la sua vita e le sue opere».

Nato a Castelnuovo d’Asti l’11 gennaio 1938, divenne sacerdote nel 1862. A partire dal 1875 visse in Sud America, dove don Bosco lo aveva inviato a capo delle missioni in Patagonia. Fu il primo sacerdote, presso la Congregazione della Società di Don Bosco, ad assumere l'episcopato; successivamente, papa Benedetto XV lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 6 dicembre 1915; fu anche delegato apostolico dell'America centrale. Viaggiò e fondò case salesiane anche in Spagna, Francia e Portogallo.

Negli ultimi anni rientrò in Italia e fu vescovo di Frascati. Morì a Roma il 28 febbraio 1926 all'età di 88 anni; la sua salma 1964 venne trasferita in Argentina e inumata nella cattedrale di Mater Misericordiae a Viedma, sua prima sede episcopale.

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