Politica
21 Marzo 2026 08:30:53
Un momento della presentazione della lista civica Città Amica [foto Ago]
Dopo anni di assenza dalla politica attiva, Mauro Cuniberti torna in campo annunciando la rinascita della lista civica Città Amica, già protagonista di precedenti esperienze elettorali sul nostro territorio. L'obiettivo dichiarato è quello di scuotere una città definita in profonda crisi, costruendo una coalizione di centro che unisca diverse anime professionali e politiche in vista delle elezioni comunali del 2027. Il progetto, presentato venerdì, vede la convergenza di Azione, rappresentata dal coordinatore provinciale Mario Bovino e del Partito Popolare del Nord, guidato nell'Astigiano da Franco Quaglia.
Mauro Cuniberti non usa mezzi termini per descrivere lo stato attuale del capoluogo, basandosi su una ricognizione effettuata tra le vie del centro e le frazioni. «Asti è una città in decadenza, - spiega - durante la settimana, già alle otto di sera è un mortoio, non ci sono più attività aperte, è tutto deserto. Questo favorisce la delinquenza come abbiamo visto con gli ultimi episodi avvenuti in via Cavour».
Il quadro si aggrava guardando oltre il centro. Cuniberti denuncia situazioni di incuria nelle periferie e nelle frazioni, citando vari casi come località Valle Tanaro, a San Marzanotto, dove il rio Vallerivi allaga terreni e la strada comunale tutte le volte che si verificano forti piogge «e nessuno fa niente per risolvere il problema». «In diverse frazioni ci sono i fossi pieni, ci sono più rattoppi dell'asfalto che l'asfalto principale - racconta riferendosi alla zona di strada Formaggiera a Valterza - Quindi ci sono cittadini di serie A, B e C, oppure quando paghiamo le tasse siamo tutti di serie A?».
Cuniberti ribadisce la sua ferma contrarietà ai doppi e tripli incarichi istituzionali, citando espressamente la figura del sindaco di una città come Asti «che non può e non deve svolgere altri incarichi come il presidente della Provincia o quello di vicepresidente di Ream (società di gestione del risparmio specializzata nell’istituzione e gestione di Fondi di Investimento Alternativi Immobiliari ndr)».
Il progetto della lista poggia su pilastri tecnici precisi. L'architetto Maurizio Galosso traccia una visione dell'urbanistica non solo come vincolo, ma come motore economico. Galosso critica l'attuale sistema burocratico provocato da leggi definite assurde: «L'urbanistica gradualmente si è trasformata in un compendio normativo infinito, pesantissimo, oppressivo». Ma, per l'architetto, è fondamentale dotare Asti di una vera viabilità funzionale per rendere il capoluogo appetibile a investitori portando nuove prospettive occupazionali.
Sulla gestione quotidiana della città parla Pier Paolo Novara, che accende i riflettori sulla criticità dei parcheggi, definendo Asti un «gigante addormentato e ferito». Novara evidenzia come la carenza di stalli e l'aumento delle tariffe stiano danneggiando sia i pendolari sia i commercianti: «Il parcheggio in città è diventato una tassa sul lavoro e per trovare un posto devi partire due ore prima sperando di trovarlo. Un'idea sarebbe l'implementazione di sistemi di gestione digitale intelligente per facilitare l'accesso al centro e indicare, senza errori, dove andare a parcheggiare».

La novità politica rilevante è la saldatura con Azione. Mario Bovino, ex assessore dell'attuale amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Rasero e oggi nuovo coordinatore provinciale del partito di Calenda, prende la parola rimarcando la necessità di una politica che torni tra la gente. «Bisogna farla guardando le persone negli occhi, confrontarsi sui problemi reali, non come successo in Consiglio comunale pochi giorni fa quando i cittadini di Collina Volta sono entrati in aula per parlare della loro vicenda, che merita tutta l'attenzione, e i consiglieri di maggioranza si sono alzati andando via».
Bovino rimarca la distanza anche dai poli tradizionali: «Basta la destra che pensa al passato, la sinistra che pensa solo a se stessa, noi stiamo cercando di fare un progetto di centro con la volontà di realizzare qualcosa di importante per la città». Più volte definito regista del progetto centrista, Roberto Marmo, ex presidente della Provincia, sprona il gruppo e la cittadinanza a una reazione immediata: «Non domani, oggi bisogna cambiare - dice definendosi allenatore - Se la città non è cresciuta è perché, quando in una realtà amministrativa non c'è opposizione, chi amministra non si sente stimolato». Marmo, proprio per questo, critica la commistione di ruoli tra Comune e Provincia: «Quando in Provincia ti metti insieme, poi non puoi litigare in Comune - osserva riferendosi alla lista unica bipartisan che governa l'Ente di piazza Alfieri - Dobbiamo cambiare, non domani, ma oggi».

La coalizione include anche l'esperienza di Franco Quaglia (con un'esperienza pregressa nella formazione di Italexit e oggi referente del Partito Popolare del Nord). «Anche noi faremo una lista civica appoggiata dal Partito Popolare del Nord - spiega Quaglia - Asti ha veramente delle grosse problematiche: tutti i giorni mi guardo attorno e vedo negozi chiusi, poi ne aprono altri che poi chiudono. Tante aziende si sono trasferite e questo è ovviamente il male della nostra città. Io ho tante richieste da parte di aziende fuori da Milano che hanno prospettato interventi per costruire data center utili a creare posti di lavoro importanti». Quaglia guarda al futuro con ottimismo ed è pronto a fare la sua parte: «Con queste tre liste saremo molto vincenti perché abbiamo le idee chiare, sappiamo dove vogliamo arrivare e non pensiamo alla politica di destra e di sinistra».

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