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Per Collina Volta e via Spandre il Comune aderisca alla “Rottamazione quinquies”

Stefano Masino, Ufficiale di riscossione, interviene sul caso che sta tenendo con il fiato sospeso numerose famiglie proprietarie di abitazioni e chiamate a pagare maxi conguagli all'Ente comunale

Stefano Masino

Stefano Masino, Ufficiale di riscossione

Caro Direttore, in qualità di Ufficiale di riscossione desidero entrare nel merito della vicenda del conguaglio per l’esproprio di Collina Volta - via Spandre (Asti-Est), per proporre due soluzioni al fine di uscire dall’impasse che si è venuta a creare, venendo incontro sia all’Ente creditore (Comune di Asti) che ai contribuenti chiamati, in solido, a saldare il conguaglio (attuali proprietari di ville e alloggi).

Non entro nel merito degli espropri, perché considerando le tempistiche – la causa venne avviata nel 1992, oltre trent’anni fa – i casi sono due: o il calcolo degli espropri era corretto oppure, se non lo era, andava contestato nelle opportune sedi; cosa che peraltro sembra stato fatto, considerato le numerose liti giudiziarie di questi ultimi tre decenni: primo grado, appello, Cassazione, seconda corte d’Appello, sino alla Corte dei Conti che ha decretato che il Comune debba rivalersi sugli attuali proprietari.

“Aggirare” nel rispetto della legge la sentenza della Corte dei Conti

Fermo restando che alla Corte dei Conti, che è la magistratura contabile, non si può dire di no, pena essere sottoposti a processo per danno/truffa all’Erario (qui parlo soprattutto per gli amministratori pubblici); ciò premesso, la sentenza della Corte dei Conti può essere non dico “aggirata”, ma seguita anche nel rispetto della normativa vigente, aderendo a quelle procedure che in questo ultimo decennio sono state emanate mediante leggi di bilancio statale.

Mi riferisco, in particolare, a quella attualmente in vigore e fresca di legiferazione, ovvero la “Rottamazione quinquies” entrata in funzione nel 2026, con una serie di debiti fiscali con lo Stato che potranno essere “alleggeriti” a condizioni favorevoli per i contribuenti.

Gli Enti locali, tra cui rientra il Comune di Asti, possono decidere di aderire a tale “Rottamazione quinquies” per crediti da riscuotere che riguardano le proprie entrate tributarie e patrimoniali; inoltre, essendo in vigore anche una potestà amministrativa degli Enti locali (cosiddetto Federalismo fiscale), le Regioni, le provincie e appunto i Comuni potrebbero intraprendere iniziative proprie che non dipendono dalla legislazione nazionale, come per esempio assoggettare alla “Rottamazione quinquies” anche quei crediti legati agli avvisi di accertamento, agli atti di recupero e ai tributi locali.

Ricordo che con tale “Rottamazione quinquies” non vengono condonate totalmente le cartelle, ma viene azzerato comunque una parte del debito dovuto dai contribuenti in questione. Per esempio: gli oneri di riscossione, gli interessi di mora, eventuali sanzioni, altri interessi iscritti a ruolo, altre somme eventuali.

La “Rottamazione quinquies” statale prevede un piano rateale del dovuto in 54 rate bimestrali distribuite al massimo su 9 anni. Però, anche in questo caso, sempre per un discorso di federalismo fiscale, gli Enti locali possono prevedere e personalizzare le forme della rateizzazione, per esempio stabilendo una maggiore flessibilità negli scaglioni delle rate. Personalmente, per lavoro ho a che fare con diversi Comuni (piccoli, medi o grandi che siano) che adottano degli scaglioni anche molto favorevoli ai debitori quando si tratta di grandi importi, elevando la soglia delle rate a 60 se non addirittura 72 tranche. Agenzia delle Entrate riscossione, già Equitalia, in passato, per determinati importi, emetteva piani di rientro in 120 rate, cioè distribuito in 10 anni.

Pertanto, il Comune di Asti verifichi tale possibilità di adesione alla “Rottamazione quinquies” col duplice obiettivo: incassare il dovuto nel rispetto della sentenza della Corte dei Conti, ma allo stesso tempo venendo incontro ai contribuenti di Collina Volta – via Spandre, azzerando dai crediti vantati sanzioni, interessi e possibilmente almeno la metà delle spese legali.

A pagare c’è sempre tempo

Infine, smettendo la “toga” di Ufficiale esattoriale consiglio ai contribuenti citati di verificare in primis tutte le notifiche degli atti ricevuti in questi decenni, che non abbiano cioè difetti di notifica (in questi trent’anni sono decedute molte persone, e le proprietà sono passate agli eredi o sono state vendute), e soprattutto che, tra un processo e l’altro, non sia intervenuta la prescrizione del credito (generalmente trascorsi 5 anni).

In ultima analisi, qualora queste notifiche siano corrette, valutino tali contribuenti anche la possibilità di soprassedere dal pagamento immediato o rateale (a meno che non sia intervenuta nel frattempo l’adesione da parte del Comune di Asti alla “Rottamazione quinquies”), lasciando che tali debiti verso l’Ente passino successivamente alla Riscossione coattiva, che dal 2019 è seguita internamente dallo stesso Ufficio tributi comunale.

Suggerisco questo passo, non per illudere qualcuno che così facendo il debito verrà discaricato o sgravato, ma semplicemente perché, per esperienza personale, posso garantire che lo stesso debito anziché essere pagato subito, può essere pagato molto più avanti (anche diversi anni dopo) e sempre con possibilità di rateizzarlo in futuro. Inoltre, le future leggi di bilancio potrebbero legiferare nuove forme di cosiddetto “Fisco amico”, come per esempio i passati “Saldi&Stralci”.

Tengano conto, in ultima analisi, i contribuenti di Collina Volta – Via Spandre che, in caso di mancato pagamento, prima che gli uffici comunali passino le pratiche alla Riscossione coattiva possono passare anche due o più anni; e, prima che intervengano le misure coercitive e forzose vere e proprie (fermi amministrativi, pignoramenti presso terzi, pignoramenti mobiliare o iscrizioni ipotecarie per crediti sopra i 20mila euro), il contribuente ha sempre diritto di chiedere una rateizzazione del debito.

Stefano Masino, Ufficiale di riscossione

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