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Difficoltà al seggio per votare con accompagnatore: la denuncia di una non vedente

Il racconto di Renata Sorba (presidente Apri di Asti) che spiega quanto avvenuto al Referendum e chiede più formazione per gli scrutatori

Renata Sorba

Renata Sorba

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Renata Sorba, presidente dell'Apri di Asti, che racconta quanto le è accaduto al seggio elettorale dove si è recata per votare al Referendum.

Uno spiacevole episodio di ignoranza e discriminazione nei confronti di un disabile che si presenta per votare al referendum.

Nonostante l'APRI ASTI e altre Associazioni di categoria s'impegnino a sensibilizzare e a far conoscere la disabilità nonché a battersi a favore dei diritti dei disabili visivi e non, l'inclusione, a quanto pare, non è ancora stata recepita e capita. Nel pomeriggio di domenica scorsa mi sono recata a espletare il mio dovere di cittadina per le votazioni referendarie.

Da anni mi reco allo stesso seggio, numero 70, munita di bastone bianco, carta d'identità con dicitura "non vedente", certificato elettorale con timbro preposto per segnalare la mia condizione e accompagnata da una persona di fiducia. Nel momento in cui ho consegnato i documenti ho subito capito che questa volta gli scrutatori non erano gli stessi che negli ultimi anni mi avevano sempre fatto votare senza problemi.

Appena mi sono avviata con la mia accompagnatrice verso la cabina, sono stata bloccata e invitata a recarmi a votare da sola, cosa per me impossibile. Gli scrutatori mi hanno inizialmente fatto presente che avrei dovuto comunicare in anticipo il nominativo dell'accompagnatore e fatto notare che sulla scheda mancava il timbro che attesta la disabilità.

Dopo tali richieste assurde ho puntualizzato il bastone bianco, la dicitura sulla carta d'identità e la presenza del timbro sulla pagina interna del certificato elettorale, rilasciato ben sedici anni fa e che mi ha reso possibile fin d'ora l'accesso in cabina accompagnata. Alla mia domanda su chi li avesse informati e formati per accogliere i disabili d visivi, mi hanno risposto che seguivano le indicazioni fornite dall'ufficio elettorale del Comune di Asti.

Dopo aver spiegato e motivato tutte le mie ragioni, sono riuscita a votare con l'accompagnatrice. Mortificata e delusa, al momento del congedo ho suggerito agli scrutatori di essere più attenti in futuro, e ho ricevuto come risposta: "Beh, ha votato!" Questo episodio mi ha lasciata veramente senza parole. Superficialità? Non conoscenza? Possibile che non si possa arrivare ad una tranquilla e legittima inclusione senza dover sempre spiegare e battersi per un diritto consolidato e legittimo?

Spero che questa ennesima disavventura, guarda caso capitata alla sottoscritta, sia utile per invitare l'Ufficio elettorale del Comune di Asti a provvedere a una formazione più accurata e attenta, appellandosi anche al buon senso delle persone presenti ai seggi affinché facciano sentire un disabile visivo incluso e non discriminato. In venticinque anni di cecità ho subito tante ingiustizie e discriminazioni e ormai sono abituata a dover combattere sempre contro la non conoscenza, ma credo che sia ora di rendere semplice tutto ciò che sembra così difficile.

Renata Sorba

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