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A Castagnole Monferrato torna la "Passiùn di Gesü Crist"

In occasione del Giovedì Santo spazio all’azione teatrale che si svolge nel centro storico del paese come una processione a stazioni

A Castagnole Monferrato torna la "Passiùn di Gesü Crist"

Torna in occasione del Giovedì Santo, che quest’anno cade il 2 aprile, alle 21 a Castagnole Monferrato, la tradizionale Passiùn di Gesü Crist", promossa dalla comunità castagnolese su impulso del compianto drammaturgo Luciano Nattino e dell’antropologo Piercarlo Grimaldi.

Appuntamento fisso nella Settimana Santa astigiana, è la rapsodia del Giovedì santo, un’azione teatrale che si dipana per il centro storico del paese come una processione a stazioni.

Un incontro aperto a tutte le confessioni, che vedrà la partecipazione attiva della comunità di Castagnole, del vescovo Marco Prastaro e di artisti ospiti che proporranno il loro punto di vista sul tema.

Le parole di Patrizia Camatel

Diretta da Patrizia Camatel, l’edizione di quest’anno sarà intitolata “Il Vangelo delle Cucitrici”.

«Per questa rappresentazione di teatralità popolare - commenta Cam​atel - abbiamo ripreso a piene mani i testi, sia in lingua italiana che in parlata astigiana, composti da Luciano Nattino per la notte della Passione di Cristo, ma ricomposti con una prospettiva inedita».

«La rapsodia - prosegue - è appunto l’azione di cucire insieme i racconti: essi saranno re-citati, cioè ritualmente ripetuti in forma di veglia. Un gruppo di donne cuce e racconta i fatti della Passione del Cristo. La cucitrici assemblano il ricordo di quella storia che è pietra miliare dell’umanità, non solo della cristianità, in quanto vicenda paradigmatica dell’uomo tradito, perseguitato ed eliminato a causa delle sue idee. Tema che, di anno in anno, conferma la sua scottante attualità».

Saranno proprio le donne, ancestrali custodi di memorie e saperi, che consegneranno ai pellegrini della notte l’opera delle loro mani e dei loro racconti.

Il canto

Durante la tradizionale processione, che si snoderà dalla piazza del Municipio al Cortile, si leverà il canto tradizionale della Passiùn, eseguito dal gruppo folk de J’Arliquato di Castiglione, presenza fissa al rito, e dai Pjitevarda, gruppo folk di Cossano Belbo, nonché cantato dagli altri attori, interpreti e partecipanti alla rappresentazione.

Anche il pubblico sarà invitato a cantare, per accrescere il senso di comunione e partecipazione alla rappresentazione.

Il crocifisso ligneo e il drappo

Presenza immancabile sarà il Cristo-albero, il crocifisso ligneo opera di Hans Jurgen Vogel, cui si unirà quest’anno un nuovo segno che diventa patrimonio comunitario: un grande drappo cucito e ricamato. Ovvero, l’opera di arte tessile collettiva realizzata a Castagnole lo scorso 22 marzo durante l’apposito workshop guidato dall’artista Barbara Mugnai, docente di Design della Moda al Politecnico di Milano. Un drappo che diventerà oggetto centrale nella veglia.

I protagonisti

Le azioni sceniche, i canti e le letture, su testi di Nattino e Camatel, saranno interpretati da Fabio Fassio, Elena Formantici e Jane Plumbini, nonché dai partecipanti del laboratorio teatrale “Chiudi gli occhi e inizia a guardare” condotto da Elena Formantici: Roberta Arato, Luisella De Candia, Anna Del Console, Viola Coppo, Mara Masenga, Matteo Pavese, Claudio Possenti, Ylenia Sileo e Monica Viarengo.

Preziosi anche gli interventi della comunità di Castagnole e di Alba Nicoletti Nattino.

La consulenza antropologica è di Piercarlo Grimaldi, quella scenografica di Agnese Falcarin.

La partecipazione è gratuita.

Al termine la Pro loco offrirà Ruché e torta di castagne.

L'iniziativa è realizzata dal Comune di Castagnole Monferrato con la compagnia Casa degli alfieri, grazie al contributo di Regione Piemonte, Fondazione CrAsti e Fondazione Crt, con la collaborazione della Pro loco, della Fondazione Radici per le memorie di Langhe, Roero e Monferrato e della rivista Astigiani.


Per informazioni: 328/7069085, info@archivioteatralita.it.

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