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Intervista

Una nuova vita al Mercato Coperto: «Questa volta siamo fiduciosi»

Stefano Allovio, presidente del Consorzio degli Operatori, spiega l’ipotesi su cui si sta lavorando, con una società privata, per rilanciare l’immobile e dargli un futuro

Stefano Allovio, presidente del Consorzio degli Operatori

Stefano Allovio, presidente del Consorzio degli Operatori del Mercato Coperto di Asti

Per il Mercato Coperto di piazza Libertà potrebbe essere arrivata l’occasione del grande rilancio con un importante progetto di restyling della struttura e l’arrivo di nuove attività. Almeno questo è l’auspicio degli attuali operatori che, nel corso degli anni, hanno visto chiudere negozi storici, lasciando spazi vuoti e meno offerta per i clienti. Ma adesso, con la possibile entrata in scena di una società privata, interessata a prendere la gestione dell’immobile per conto del Comune, ci potrebbe essere la svolta. Ne abbiamo parlato con Stefano Allovio, titolare dell’enoteca Alzacalici e presidente del Consorzio Mercato Coperto.

La struttura sembra essere giunta a un punto di svolta decisivo per il suo futuro. Quanti sono gli operatori in attività e cosa serve per il rilancio?

La situazione attuale è purtroppo specchio di un declino che dura da tempo e che ha visto la chiusura progressiva di molte attività storiche. Oggi siamo rimasti in quattordici operatori attivi, mentre gli stalli che risultano definitivamente chiusi sono undici. Una sproporzione che crea un problema di sostenibilità economica per chi resta, poiché i costi di gestione e di riscaldamento di una superficie così vasta devono essere ripartiti su pochissime attività. Questa potrebbe essere finalmente una delle iniziative che darà lustro alla città e spero che si riesca a farla; poi, come dico sempre, non si può vendere la pelle dell'orso prima di averlo cacciato. Il Consorzio da solo, comunque, non possiede la capacità finanziaria necessaria per affrontare una ristrutturazione totale come immaginata.

Si parla di un possibile accordo con un partner privato che potrebbe prendersi carico della struttura. Questa volta si arriverà a qualche risultato?

Abbiamo di recente inviato una lettera formale al Comune per presentare una richiesta ufficiale di riqualificazione attraverso una metodologia che permetta di accelerare i tempi burocratici, evitando le lungaggini di un bando pubblico tradizionale. Il soggetto con cui ci siamo confrontati è una società di investimenti che arriva da Tortona e che vanta già una solida esperienza nel recupero di spazi commerciali o industriali abbandonati. Questa società si occuperebbe interamente dei costi dei lavori in cambio di una gestione della struttura per un periodo prolungato, per esempio intorno ai trent'anni, seguendo un modello di partenariato che garantisca stabilità a lungo termine.

Il Mercato Coperto di Asti

Quale potrebbe essere il progetto di ristrutturazione e quali i cambiamenti più evidenti per clienti e operatori?

Il progetto prevede uno svuotamento completo dell'interno per rifare ex novo ogni elemento, partendo dai pavimenti fino agli infissi, con un ampliamento significativo che andrebbe a inglobare anche gli spazi precedentemente occupati dalla Croce Verde. Un punto importante riguarda l'efficientamento energetico, dato che la creazione di un vero e proprio piano superiore calpestabile permetterebbe di ridurre la cubatura d'aria da riscaldare e di isolare meglio l'ambiente.

Uno degli aspetti più innovativi riguarda l'uso delle terrazze che diventerebbero fruibili per la somministrazione dei cibi.

L'obiettivo è trasformare il mercato in un luogo vivo anche dopo il normale orario di chiusura dei banchi commerciali. Le terrazze superiori sarebbero rese accessibili e dedicate interamente alla ristorazione e alla somministrazione di cibo e bevande. In realtà la struttura è già predisposta per questo tipo di sviluppo verticale, ma il piano superiore non è mai stato reso realmente calpestabile e sfruttato come meriterebbe. In questo modo, il Mercato non sarebbe più solo un luogo di spesa veloce, ma un centro di aggregazione sociale capace di offrire servizi di qualità in un ambiente moderno e suggestivo.

Il Mercato Coperto di Asti

Cosa potrebbe accadere agli operatori attuali durante i mesi di cantiere?

I lavori di ristrutturazione richiederanno tempi tecnici stimati tra i dodici e i diciotto mesi, un periodo durante il quale la struttura dovrà necessariamente restare chiusa al pubblico. Per non disperdere la clientela, abbiamo ipotizzato di riunire alcuni esercenti in locali limitrofi attualmente sfitti, creando un mini mercato temporaneo che mantenga viva l'offerta. Chi deciderà di restare non pagherà l'affitto per tutta la durata della chiusura ottenendo la garanzia che, alla riapertura, il canone rimarrà uguale a quello attuale nonostante il valore della struttura sia destinato a crescere. Per chi invece preferirà cessare l'attività, magari perché vicino alla pensione, immaginiamo possa esserci una buona uscita proporzionale all'anzianità e al volume del negozio.

Quale tipo di identità commerciale vorreste dare all’eventuale nuovo Mercato Coperto?

La nostra priorità è evitare l'ingresso della grande distribuzione organizzata, che snaturerebbe l'anima del Mercato rendendolo identico a tanti altri centri commerciali. Il nuovo Mercato Coperto dovrà essere una vetrina d'eccellenza per i prodotti del territorio, dal vino all'olio, magari coinvolgendo direttamente i Consorzi locali. Oltre all'alimentare, potremmo dare spazio all'artigianato tipico. La gestione del marketing e della ricerca dei nuovi inquilini passerebbe nelle mani della società privata, che ha le competenze necessarie per promuovere la struttura sui canali corretti e attirare investitori di qualità che credano in questo progetto di rilancio e di unione tra la città, gli operatori e il turismo.

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