Salute
11 Aprile 2026 09:10:45
Il Piemonte si mobilita contro la pertosse [foto I.A.]
Dal 13 al 17 aprile, il territorio piemontese si mobilita per contrastare la crescente minaccia della pertosse con una settimana interamente dedicata all’informazione e alla divulgazione vaccinale. L’iniziativa si rende necessaria a fronte di un incremento di casi: se nel 2023 in Piemonte si erano registrati solo 9 episodi, nel 2024 il numero è balzato a 271 casi. La situazione riflette un trend europeo allarmante, con oltre 32.000 contagi rilevati solo nel primo trimestre del 2024.
Il cuore del programma sarà il convegno “Vaccinarsi in Pediatria: nuove sfide per proteggere il futuro”, che si terrà il 13 aprile presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. L'incontro, organizzato dalla professoressa Franca Fagioli, aprirà ufficialmente i lavori focalizzandosi sulla protezione dei pazienti pediatrici, i più esposti a complicanze letali nei primi mesi di vita.
Parallelamente, per tutta la durata della settimana, le aziende sanitarie di tutto il Piemonte organizzeranno open days vaccinali. Questi appuntamenti sono rivolti sia alla popolazione interessata che al personale sanitario, per facilitare l'accesso ai richiami necessari. L'assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha sottolineato come le iniziative puntino a coinvolgere fasce specifiche della popolazione attraverso due campagne chiave. Per le donne in gravidanza è stato lanciato il progetto “Proteggi te, proteggi il tuo neonato” che mira a informare sulla sicurezza della vaccinazione materna tra la 27ª e la 32ª settimana di gestazione. Questa pratica permette di trasferire anticorpi al feto, garantendo una protezione vitale fino al primo ciclo vaccinale del bambino.
Per gli operatori sanitari è stato attivata l'iniziativa“Proteggi chi cura, proteggi chi nasce” che sarà operativa con un programma di formazione a distanza (FAD) per migliorare le strategie di diagnosi e prevenzione all'interno delle strutture ospedaliere.
La pertosse è una malattia estremamente contagiosa: una persona infetta può trasmettere il batterio al 90% dei contatti non vaccinati tramite semplici goccioline di saliva. Se negli adulti può manifestarsi con tosse violenta, nei neonati provoca crisi di soffocamento che possono causare danni cerebrali permanenti o il decesso. Il decorso dell’infezione si presenta grave in età adulta soprattutto se concomitano situazioni di fragilità che abbassano le difese immunitarie (come ad esempio in età avanzata o in corso di terapie oncologiche). Una pronta diagnosi consente l’esecuzione tempestiva di una terapia antibiotica mirata, ma la prevenzione rappresenta l’arma più efficace nei confronti della pertosse in tutte le fasi della vita.
L'obiettivo delle autorità sanitarie è creare un effetto “bozzolo” attorno ai soggetti più fragili. Poiché l'immunità del vaccino non è definitiva, è fondamentale che tutta la popolazione, e in particolare i familiari di neonati e il personale medico, effettui i richiami previsti ogni 10 anni. La prevenzione rimane, infatti, l'unica arma efficace per limitare la circolazione di un'infezione che non accenna a fermarsi.
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