Sindacati
11 Aprile 2026 11:25:50
Apriranno lo stato di mobilitazione in Piemonte i sindacati firmatari di contratto Cisl, Fials, Nursind e Nursing Up. Lo hanno annunciato a seguito dell'incontro di giovedì con la Regione Piemonte. Una decisione assunta «di fronte all’assenza di soluzioni per la cronica carenza di personale e il taglio delle risorse finalizzate a retribuire turni aggiuntivi, tenuto conto dell’apertura di nuovi servizi previsti dal PNRR».
«Nel corso del confronto, organizzato nell’ambito della riorganizzazione del PNRR, con particolare riferimento agli andamenti occupazionali e al fabbisogno di personale - scrivono i segretari regionali delle sigle sindacali - è emerso che il numero di alcune figure professionali, gli infermieri in primis, non solo non è aumentato per rispondere alla necessità dei nuovi servizi previsti dalla riforma territoriale, ma è diminuito su scala regionale e in quasi tutte le realtà aziendali, raggiungendo livelli drammatici in alcuni quadranti. Al contrario, su scala regionale cresce notevolmente il personale della dirigenza. A fronte di questa emorragia, la risposta non può essere quella di dimezzare i fondi per le prestazioni aggiuntive per la copertura dei turni di lavoro. È bene quindi rimarcare che nessun professionista è più disposto a lavorare gratuitamente oltre l'orario contrattualmente previsto».
Per poi inquadrare il futuro. «A fronte di poche centinaia di infermieri che potrebbero arrivare nel servizio pubblico ogni anno, ne usciranno migliaia. L’attuale piano di riorganizzazione che prevede l’apertura delle nuove strutture previste dal PNRR (Case e Ospedali di Comunità), tema oggetto di confronto, sta avvenendo senza l’innesto di nuove risorse (servirebbero oltre 1000 infermieri e 500 altre figure), ma drenando il personale già in servizio e numericamente insufficiente. È matematicamente impossibile aprire nuovi servizi garantendo gli standard previsti con meno personale e meno risorse senza incidere negativamente su quelli esistenti. In assenza di risposte concrete e immediate da parte della Giunta Regionale e degli Assessorati competenti, la mobilitazione non potrà che essere la nostra risposta. Comprendiamo gli sforzi della Regione e siamo consapevoli che alcune criticità sono anche di rilievo nazionale, ma questo non può e non deve essere motivo per non farsene carico».
La situazione nell'Astigiano
«Nonostante tutto – afferma Gabriele Montana, segretario NurSind Asti – nella nostra provincia restiamo ancora a galla grazie alla sede universitaria, in cui si laureano circa 50 colleghi all’anno, molti dei quali chiedono di rimanere ad Asti per poi entrare nell’Asl. Abbiamo comunque la necessità di 10 infermieri sul territorio per dare atto alla trasformazione in essere secondo il DM-77. Proprio per questo è stato aperto un tavolo di confronto tra l’Asl, le organizzazioni firmatarie del contratto e la Rsu aziendale. Confronto da cui è emerso che l’Asl assumerà i 10 infermieri nel corso della prossima graduatoria vigente, che verrà dal concorso di Azienda Zero, insieme al personale che servirà in azienda, come sempre fatto in questi anni grazie al confronto collaborativo con le organizzazioni sindacali. La notizia negativa è che, comunque, avvengono quotidianamente cessazioni di rapporti di lavoro per dimissioni volontarie, trasferimento e pensionamento. Speriamo quindi che nei prossimi anni l’apporto dei neolaureati al polo universitario sia sufficiente a coprire il fabbisogno».
La replica dell'assessore Riboldi
Parole di rassicurazione arrivano dall’assessore regionale alla Sanità Riboldi. «Non sorprendono - afferma - i toni della presa di posizione né la minaccia di mobilitazione da parte dei sindacati. Siamo consapevoli della fase particolarmente complessa, che investe l’intera categoria infermieristica non solo a livello regionale, ma anche nazionale ed europeo. Al di là delle fisiologiche dinamiche tra le parti, desidero rassicurare gli operatori: il tema delle prestazioni aggiuntive resta centrale. Torneremo al Ministero già questo mese per affrontarlo in modo concreto, consapevoli che rappresenta uno strumento fondamentale sia per la gestione del periodo estivo sia per il recupero delle liste d’attesa. Su questo punto vi è piena convergenza con le preoccupazioni espresse dalle sigle sindacali».
«Da maggio - continua - avvieremo un confronto strutturato con i firmatari del contratto e con i vertici delle aziende sanitarie, con l’obiettivo di analizzare nel dettaglio le criticità, struttura per struttura, e individuare soluzioni mirate. Questo Tavolo di lavoro costituirà la base per una successiva riorganizzazione dei servizi sanitari regionali. Per quanto riguarda l’Osservatorio sul Personale Sanitario, accogliamo la richiesta di aggiornare modalità organizzative e funzionamento, riconoscendo al contempo il ruolo significativo che ha già svolto nel rafforzare le politiche di assunzione del personale. Parallelamente, intendiamo investire con maggiore decisione sul futuro della professione infermieristica, potenziando le borse di studio e promuovendo iniziative di orientamento nelle scuole superiori, per attrarre nuovi giovani verso questo percorso. La crisi dell’infermieristica ha radici lontane e non può essere risolta esclusivamente con politiche regionali. Proprio per questo riteniamo necessario non arretrare: anche in una fase difficile, rilanciamo con proposte concrete, nella convinzione che possano essere condivise dai sindacati firmatari del contratto all’interno di un percorso comune. Rinnovo infine l’invito a una collaborazione responsabile e costruttiva, indispensabile per affrontare le numerose sfide che il sistema sanitario ha davanti».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
f.lavina@lanuovaprovincia.it
Società editrice Editrice OMNIA S.r.l.
via Monsignor Rossi 3 -14100 Asti
P.Iva 00080200058