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I vescovi italiani rispondono a Trump: "Il Papa non è una controparte politica, ma il successore di Pietro"

Vicinanza a Leone XIV dopo le parole del presidente americano - Mons. Prastaro: "La Chiesa difenderà sempre i valori del Vangelo"

I vescovi italiani rispondono a Trump: "Il Papa non è una controparte politica, ma il successore di Pietro"

Da sinistra il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, e il vescovo Marco Prastaro in occasione dell'inaugurazione dell'ambulatorio "Fratelli Tutti"

"Il Papa non è una controparte politica, ma il successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace".

A ricordarlo la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana che, rinnovando la piena comunione con il Santo Padre Leone XIV, esprime rammarico per le parole a lui rivolte dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (che in un post sul social network Truth l'ha definito "debole e pessimo in politica estera"), in sintonia con il commento del presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, mons. Paul S. Coakley.

"In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali - precisa - la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Santo Padre vicinanza, affetto e preghiera, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero".

Una voce, quella della Cei, che unisce tutti i vescovi italiani, tra cui monsignor Marco Prastaro, che guida la diocesi di Asti. "La questione in gioco - ricorda mons. Prastaro - è culturale e vede al centro i valori del Vangelo, che la Chiesa difenderà sempre".

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