Anniversario
14 Aprile 2026 20:22:00
Il Titanic e Vincenzo Pio Gilardino
Nella notte tra il 14 e il 15 aprile, il mondo torna a volgere lo sguardo verso le gelide acque dell'Atlantico settentrionale. Sono trascorsi esattamente 114 anni da quando, nel 1912, il Titanic colò a picco durante il suo viaggio inaugurale. Da quella notte, la storia del transatlantico ha smesso di essere solo cronaca navale per trasformarsi in un mito senza tempo, capace ancora oggi di affascinare e commuovere generazioni intere.
In quel tragico bilancio che vide la morte di 1.518 persone a fronte di soli 705 superstiti, c’è una storia che tocca da vicino la nostra terra: quella di Vincenzo Pio Gilardino, un giovane astigiano di 31 anni che perse la vita tra i ghiacci.

Vincenzo Pio Gilardino era nato a Canelli il 27 gennaio 1881. Come molti suoi coetanei dell'epoca, era partito in cerca di fortuna, approdando in Inghilterra, a Southampton. Lì, il suo talento e la sua professionalità non passarono inosservati: fu notato da un connazionale, Luigi Gatti, che lo assunse come cameriere e steward per la prestigiosa compagnia White Star Line.
Il culmine della sua carriera fu proprio l'ingaggio per il servizio di prima classe sul Titanic, la nave definita "inaffondabile". Ma per Vincenzo, quel viaggio rappresentava molto più di un impiego prestigioso: era l'ultimo passo prima di cambiare vita. Ad attenderlo a Manchester c'era infatti il fratello Gustavo; insieme avrebbero dovuto gestire la pasticceria di famiglia, un sogno di riscatto e di radici che, purtroppo, non vide mai la luce. Di Vincenzo Pio Gilardino si persero le tracce subito dopo il fatale impatto con l'iceberg. Il suo corpo non fu mai ritrovato, ed è certo che sia affondato insieme al gigante d'acciaio.
In quegli istanti di puro terrore, emerse però il coraggio del suo mentore, Luigi Gatti. Anche Gatti morì nel naufragio, ma prima di scomparire tra i flutti compì un gesto disperato e generoso: consegnò a una passeggera che stava salendo su una scialuppa di salvataggio la lista dei camerieri da lui ingaggiati. Grazie a quel pezzo di carta, le famiglie a casa poterono conoscere il destino dei loro cari.
La tragedia del Titanic ebbe un impatto profondo su tutto il Piemonte. Oltre a Gilardino, furono moltissimi i giovani lavoratori della nostra regione a perire nel disastro, la maggior parte dei quali impiegata nei servizi di ristorazione di bordo. Tra loro si ricordano Battista Bernardi, 22 anni, di Roccabruna (CN), Davide Beux, 26 anni, di San Germano Chisone (TO), Giuseppe Fioravante Bertoldo, 23 anni, di Burolo (TO), Alberto e Sebastiano Paracchio, 20 e 18 anni, di Fubine (AL), Alfonso Perotti, 20 anni, di Borgomanero (NO), Angelo Mario Rotta, 23 anni, di Novara, Giovanni Saccaggi, 24 anni, di Cannobio (VCO), Giovanni Salussolia, 25 anni, di Alice Castello, Rinaldo Ricaldone 22 anni, di Alessandria, Luigi Crovella, 17 anni, di San Sebastiano Po (TO), Giacomo Sesia, 24 anni, di Cavagnolo (TO), Candido Scavino, 42 anni, di Guarene (CN) e Carlo Fey, 19 anni, di Vestignè (TO).
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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