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Agricoltori Autonomi Italiani

Agricoltura in affanno: «La Regione apra il tavolo di crisi per non farci annegare»

Una delegazione guidata dal presidente Ponzano ricevuta in terza Commissione del consiglio regionale

Agricoltura in affanno: «La Regione apra il tavolo di crisi per non farci annegare»

Non sono più tornati in piazza con i trattori per protestare ma mantengono le idee chiare su cosa serva  urgentemente al comparto agricolo per non sprofondare in una crisi che nelle ultime settimane è ulteriormente e pesantemente stata aggravata dall’impennata del costo dei carburanti, (spesa molto importante sul bilancio di un’azienda agricola) e sui beni di consumo come fertilizzanti e concimi.

Sono i membri del direttivo dell’associazione Agricoltori Autonomi Italiani, nata sulla scorta delle proteste di due anni fa e che in delegazione (e a nome di tutti i loro associati) sono stati ricevuti nei giorni scorsi dalla terza Commissione del consiglio regionale del Piemonte. Delegazione formata dal presidente Gabriele Ponzano, dai consiglieri Davide Bo, Piercarlo Sacco e dalla segretaria dell’associazione Samanta Sonaglio.

Con una richiesta unica fatta dritta dritta ai politici regionali: aprire un tavolo di crisi per il settore agricolo.

Perché? «Perché solo un riconoscimento della crisi può portare a decisioni che possano dare una boccata d’ossigeno alle aziende – rispondono dall’associazione – Per esempio può portare ad interventi forti per l’abbattimento dei costi di produzione, in particolare gasolio e fertilizzanti. Può consentire il potenziamento delle misure per regolamentare le vendite sotto i costi di produzione come può seriamente far ragionare su misure straordinarie che possano mitigare o risolvere emergenze ambientali dovute al cambiamento climatico e alla proliferazione della fauna selvatica, prima fra tutti quella rappresentata dai cinghiali che continuano a creare danni per l’agricoltura e per il settore suinicolo».

E poi aspetti più prettamente amministrativi, come un intervento forte, (moratoria, ristrutturazione o abbattimento) sull’indebitamento di sistema che pesa sulle aziende per effetto dei forti investimenti realizzati nel tempo non remunerati dagli andamenti di mercato e da crisi ambientali e speculative.

«Abbiamo chiesto alla commissione di lavorare affinché la Regione Piemonte apra il tavolo di crisi e porti la voce di noi agricoltori autonomi anche al Governo perché servono misure straordinarie, in deroga al patto di stabilità sottoscritto con l’Europa come è avvenuto in queste settimane per i Paesi dell’Est dell’Unione Europea. A differenza delle scelte politiche del Governo italiano  - conclude il direttivo dell’associazione – che ha chiesto 6 miliardi per l’idrogeno rinnovabile mentre nulla ha chiesto da destinare al sostegno dell’agricoltura».

Intanto, anche una delegazione di Agricoltori Autonomi Italiani sarà presente il 22 e 23 aprile a Bruxelles per consegnare al Parlamento europeo la diffida alla Commissione a portare avanti il trattato UE Mercosur.

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