Politica
18 Aprile 2026 09:01:45
Il consigliere comunale Mario Malandrone di Ambiente Asti
Riceviamo e pubblichiamo un intervento della lista civica Ambiente Asti sul caso delle prossime nomine nel Cda della Banca di Asti
La Fondazione bancaria rappresenta istituzioni e soggetti del territorio. La Banca è, e deve essere, lo strumento operativo concreto al servizio del territorio. Ora, data la situazione in cui il nostro territorio versa, è rimasta quasi l’unico, certamente il principale, fattore di possibile innovazione e sviluppo dell’economia territoriale, attraverso imprese e famiglie indirizzando gli impieghi ed il risparmio di tutto rispetto della nostra provincia.
Il Consiglio comunale di Asti e le istituzioni territoriali, comuni e, per quel che può ancora contare la Provincia, devono e possono solo difendere e programmare un futuro desiderabile di questo nostro contesto. Infatti i cittadini attenti, hanno tirato un respiro di sollievo quando è stato dato uno scossone, speriamo definitivo, al vecchio sistema della vecchia e fossilizzata gestione della Fondazione.
Ma hanno anche avuto un brivido di forte inquietudine quando sono apparsi all’orizzonte dei navigli corsari che hanno proposto l’arrembaggio e conseguente disarmo, anziché un programma, un progetto, di sviluppo sostenibile e desiderabile dalla cittadinanza. Tocca ora alle istituzioni impedire che la situazione deragli o che finisca in un sistema di scaramucce continue inconcludenti.
Le istituzioni rappresentative e la politica da sole, forse, non riescono a indirizzare in modo accelerato l’unico motore economico rimasto, verso un orizzonte credibile, ma tutti insieme sì. A condizione che la politica non si metta di mezzo con appetiti impropri, con cumuli di cariche vergognose, anche per il fatto che in questi anni e con queste amministrazioni nulla ha saputo offrire in termini di governo e di prospettiva.
Per la politica ridotta in queste condizioni di pura autoriproduzione di sé, dare l’assalto alla Banca anziché tirarsi a lato per fare il proprio mestiere sarebbe come segare il ramo su cui è rimasta bellamente e comodamente seduta. Il grave è che questo ramo è anche quello su cui poggia il territorio tutto! Comprese imprese e famiglie.
Per essere chiari sarebbe un “pasticciaccio brutto” e inqualificabile se qualche figura istituzionale o il sindaco, o i consiglieri, da tifosi divenissero giocatori in campo altro dal loro, altra sovrapposizione di potere non accettabile. Tanto più se forze politiche e culturali che si dichiarano “neutre” o altro, sostenessero il taglio del ramo per qualche posto in banca per se stessi. La nostra parte politica, il centrosinistra, non si faccia attirare dalle sirene del posto nel Cda, minando una opposizione politica vera nelle Istituzioni, che possa dare un cambio alla città.
E l’area progressista fissi con chiarezza una visione di cosa una banca autonoma deve essere, difendendone autonomia, lavoratori e visione territoriale. Trasformare la banca si può, cederne autonomia è avventuristico e dannoso. Questo è un paletto di programma insormontabile. Ambiente Asti è per dare vita a territorio e banca, ma non è disposto ad accettare da forze del proprio campo assalti all’autonomia della Banca stessa, piani avventuristici che ne portino il cuore altrove. Su questo e su altri punti, si basa la nostra adesione a una coalizione futura.
Sulla banca: occorrono competenze e impegno serio per alimentare i risultati e coinvolgere territorio e azionisti per ripagarli come si deve per il compito svolto, pur essendo stati lasciati in forzata solitudine per anni dalla politica stessa. Su questo impegno richiesto dal buon senso e dal buon governo, facciamo appello caloroso a tutte le forze politiche e culturali perché facciano immediata chiarezza nel merito. O la Politica ritrova il suo ruolo alto di indirizzo che si aspettano i cittadini o sarà condannata al disastro di sé, dopo aver distrutto il patrimonio di una provincia e di una Città.
L’Assemblea della Banca del 27 aprile sappia quindi fornire un indirizzo di programma e dí competenza su cui tutti possano misurarsi e portare il proprio contributo istituzionale e civico rimanendo nei propri stretti ruoli di competenza e onorandoli. Sarebbe l’unico modo serio per offrire una prospettiva seria ai nostri giovani, al nostro futuro e a quello di questo territorio.
Ambiente Asti
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