Politica
22 Aprile 2026 10:11:46
Il consigliere comunale Roberto Migliasso
Mentre si va verso la formazione del nuovo Cda della Banca di Asti, il discorso politico sul futuro dell'istituto di credito va avanti. Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del consigliere comunale Roberto Migliasso di Prendiamoci cura di Asti - Asti Oltre
Da un po’ di tempo, attorno al futuro della Banca di Asti, si sente ripetere sempre lo stesso slogan: se la banca dovesse aprirsi a un soggetto esterno al territorio, allora arriverebbero chiusure di filiali, tagli al personale e fine della territorialità. È un messaggio facile, perché fa leva sulla paura. Ma proprio per questo merita una domanda semplice e scomoda: siamo sicuri che tutto questo debba ancora accadere? Oppure sta già accadendo?
Perché il punto è proprio questo. Mentre qualcuno descrive come una sciagura futura ciò che potrebbe avvenire domani, nella realtà la riorganizzazione della rete sembra essere già partita da tempo.
Da fonti pubbliche emergerebbe infatti un quadro di accorpamenti che riguarda diversi sportelli: Montechiaro e Settime riuniti in un’unica filiale, Agenzia 4 e Revigliasco accorpate, Costigliole e Boglietto unite in una sola struttura. E casi analoghi riguarderanno anche altre aree tra Astigiano, Albese, Cuneese, Torinese, Alessandrino, Vercellese, oltre a centri come Canelli, Nizza e Acqui.
Ma non basta. Ci sono filiali che, nei fatti, mostrano già oggi quanto la presenza fisica sul territorio si sia ridotta. La filiale di Cisterna d’Asti, ad esempio, risulta aperta solo due giorni alla settimana, e le operazioni di sportello si possono fare soltanto in un giorno e solo al mattino. Anche a Settime la situazione non sembra esattamente quella di una presenza bancaria capillare e quotidiana, anche se qui i giorni di sportello sono “addirittura” due.
Viene quasi da dire, con un po’ di amara ironia, che la temuta “rarefazione” del servizio non è una minaccia del futuro, ma una realtà già ben visibile nel presente. Allora delle due l’una. O queste operazioni di ridimensionamento non sono vere, e qualcuno lo dica chiaramente. Oppure, se sono vere, bisogna smetterla di raccontare ai cittadini che la riduzione della presenza sul territorio sarebbe la conseguenza di una possibile cessione della banca. Perché, in quel caso, vorrebbe dire che quel processo è già in corso adesso, avviato dall’attuale AD, sotto gli occhi di tutti.
La verità, scomoda da accettare, è che il mondo bancario sta cambiando, e non da ieri. Sempre più clienti usano l’app, l’home banking, i servizi da remoto. I giovani entrano sempre meno in filiale. Molte operazioni non passano più dallo sportello. La consulenza si fa su appuntamento. In tanti casi gli orari sono stati ridotti, e alcune aperture sono già limitate a determinati giorni. È una trasformazione che riguarda tutto il settore, non solo Asti.
Per questo parlare oggi della chiusura degli sportelli come di una minaccia ancora tutta da venire convince poco. In realtà, l’efficientamento della rete bancaria è già sotto gli occhi di tutti, Ed è su questo dato di realtà che bisognerebbe misurare il dibattito pubblico, evitando letture comode o strumentali.
Sarebbe bene che, su un tema tanto delicato, si evitassero messaggi allarmistici. Gli astigiani hanno diritto a un dibattito basato sui fatti, non sulla propaganda. Perché una banca del territorio si difende dicendo la verità, non nascondendo ciò che sta già succedendo.
Roberto Migliasso
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