Politica
22 Aprile 2026 14:18:11
I consiglieri comunali Massimo Cerruti (M5S) e Denis Ghiglione (I Giovani Astigiani)
Ancora commenti e prese di posizione in vista della nomina del nuovo CdA della Banca di Asti che sarà votato fra qualche giorno. Riceviamo e pubblichiamo la posizione del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Massimo Cerruti e del consigliere comunale de I Giovani Astigiani Denis Ghiglione.
Il Movimento 5 Stelle ha sempre mantenuto saldo il principio di separazione e non ingerenza dei partiti e della politica dalla Fondazione e dalla Banca tanto che, in passato, ha denunciato in tutte le sedi (Tribunale di Asti e Banca d’Italia compresa) le criticità e i rischi e le concrete incompatibilità di quello che poteva essere definito il “modello Asti” sul ruolo della banca del territorio. Modello che oggi può tranquillamente dirsi fallito.
A pochi giorni dal rinnovo del CdA torna invece impetuoso, stando alle indiscrezioni della stampa, la corsa alla lottizzazione delle poltrone e gli “inviti” gridati alla Fondazione di portare avanti una linea piuttosto che un’altra. Appare decisamente inopportuno e sbagliato il monito dell’ex presidente della Fondazione, Sacco diretto a orientare i membri attuali della Fondazione stessa a non vendere le azioni in esubero ad altri istituti di credito (ad oggi, tra l’altro, non sarebbe stata fatta alcuna offerta).
Come altrettanto sbagliata la corsa all’accaparramento delle poltrone, se, come pubblicato, il sindaco di Asti sarebbe indicato come nuovo Presidente della Banca d’Asti in una situazione di occupazione totale del potere e di conflitto di interesse.
Si parla anche di un consigliere comunale del P.D., Roberto Vercelli, indicato come membro del CdA della Banca. Ovviamente nulla di personale, ma è chiara la implicazione politica della operazione e non pare sufficiente la presa di distanza del P.D. senza provvedimenti concreti.
È ora di dire basta. A questo punto serve un netto cambio di rotta. Per costruire un istituto come Banca di Asti a vero motore di sviluppo, è necessario un cambio di paradigma che sposti l'asse dalla gestione dei posti alla generazione di valore territoriale. Agendo prima di tutto sui criteri di nomina nei quali la politica deve fare un passo di lato sulla scelta dei "nomi" per farne uno in avanti sulla scelta dei "profili". Introdurre requisiti tecnici stringenti per i membri del CdA, privilegiando competenze in innovazione finanziaria, sostenibilità e credito alle imprese rispetto alla mera fedeltà politica.
Limiti ai Mandati: imporre un ricambio generazionale obbligatorio. Il potere si incrosta quando le figure rimangono le stesse per decenni. Insomma, esattamente l’opposto di quanto sembra emergere in questi giorni. Il M5S seguirà attentamente la vicenda Fondazione-Banca in linea con quanto fatto in passato.
Massimo Cerruti
Le recenti dichiarazioni apparse sulla stampa in merito al rinnovo della governance della Banca di Asti impongono una riflessione seria e non strumentale.
La Banca di Asti rappresenta un’infrastruttura economica fondamentale per il territorio. Non deve essere considerata espressione di una parte politica, ma un presidio a servizio della comunità, delle imprese e dell’occupazione locale.
In questo contesto, ritengo che la composizione del Consiglio di Amministrazione debba essere guidata da un unico criterio: la qualità delle competenze. La selezione di figure professionali radicate nel territorio, capaci e con comprovata esperienza, è una scelta corretta e necessaria, a prescindere da qualsiasi appartenenza o provenienza politica.
È importante chiarire un punto: valorizzare competenze che provengono anche da esperienze amministrative o politiche non significa politicizzare la banca, ma riconoscere il valore di chi conosce il territorio e ha dimostrato capacità di gestione e responsabilità istituzionale.
In questa prospettiva, ritengo positiva l’ipotesi che Maurizio Rasero possa assumere un ruolo apicale all’interno della banca. Lo stesso vale per il consigliere del Comune di Asti, Roberto Vercelli, che vanta una carriera bancaria di alto livello ed è profondamente radicato nel territorio. Figure con forte radicamento territoriale rappresentano una garanzia di indipendenza strategica, di tutela degli interessi locali e di continuità nella missione della banca.
A mio parere la priorità è chiara: mantenere la banca autonoma, difendere l’occupazione, rafforzare il legame con il territorio e sostenere lo sviluppo economico locale.
Parallelamente, esprimo un sentito ringraziamento a Carlo Demartini per l’importante lavoro svolto come Amministratore Delegato. I risultati conseguiti testimoniano una gestione efficace e lungimirante, che ha contribuito a consolidare il ruolo della banca.
Accolgo con favore anche l’ingresso del nuovo Amministratore Delegato, al quale auguro buon lavoro. Il ricambio manageriale, nelle organizzazioni complesse, rappresenta un passaggio fisiologico e spesso necessario: consente di introdurre nuove competenze, aggiornare le strategie e affrontare con maggiore efficacia un contesto competitivo in continua evoluzione, soprattutto nel settore bancario.
Ribadisco con forza che il vero punto centrale di questa fase è stata la scelta chiara e consapevole della Fondazione di costruire un Consiglio di Amministrazione nuovo, solido e di altissimo livello.
La combinazione di competenze elevate e forte appartenenza al territorio rappresenta oggi la migliore garanzia per una banca indipendente, capace di crescere e di continuare a generare valore per Asti e per tutta la sua provincia.
Denis Ghiglione
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