Politica
22 Aprile 2026 18:02:33
Giovanni Pensabene, già assessore all'Ambiente del Comune e di Franco Ingrasci, commissario provinciale dell'Udc
Nell'acceso dibattito sulla composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione della Banca di Asti riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di Giovanni Pensabene, già assessore all'Ambiente del Comune di Asti e vicepresidente dell'Associazione a Sinistra, e di Franco Ingrasci, commissario provinciale dell'Udc.
Nei giorni scorsi è stata resa nota la scelta dei componenti del nuovo CdA della Cassa di risparmio. Non riuscivo a capacitarmi su quali potessero essere stati i criteri che avevano portato alla mia esclusione dal novero dei prescelti. Dopo due notti insonni mi è arrivata in soccorso, questa mattina, la mail del team Spencer Stuart che, nel ringraziarmi “sinceramente” per l’interesse dimostrato e per aver presentato la mia candidatura, mi informava che la stessa, pur avendone apprezzato le caratteristiche e gli elementi distintivi, non risultava tra quelle prescelte.
Da stasera finalmente potrò dormire tranquillo, sapendo che il qualificatissimo team di Spencer e Stuart seguendo criteri di selezione oggettivi (magari in un secondo momento e con un’altra mail ci faranno sapere quali siano stati) è riuscito ad individuare la soluzione che rappresenterà al meglio il percorso di crescita e trasformazione della banca. A proposito, in cosa dovrebbe trasformarsi la banca? Non è dato saperlo. Sappiamo però, ce lo dice il team di Spencer e Stuart, che per raggiungere questo obiettivo è stata riservata particolare attenzione alle competenze specialistiche necessarie (sic!).
È noto quali siano le caratteristiche che dovrà avere il presidente. Egli dovrà essere “uno e trino”, infatti l’indicazione in tal senso arriva direttamente e autorevolmente dall’Arcivescovo de “le Cattedrali” di Valleandona, nonché incidentalmente Presidente della fondazione della Cassa di Risparmio. Tali caratteristiche, in questo momento, possono fare capo al solo Rasero, già Sindaco e Presidente della Provincia e quindi con la disponibilità di tempo, competenze e intelligenza per farsi carico anche della presidenza della banca e occuparsi contestualmente dell’intero “creato”.
Le competenze specialistiche in capo agli altri componenti indicati non è dato conoscerle. Certo è che qualche elemento nelle settimane scorse deve essere trapelato, perché in città alcuni dei nomi già venivano sussurrati da tempo. Ma allora perché spendere dei soldi, suppongo neanche pochi, e dare un incarico ad una ditta specializzata a valutare le candidature? Sarà stata una messinscena per prendere per i fondelli gli astigiani? Io, ovviamente, non ci credo ma qualcuno potrebbe anche pensarlo.
Giovanni Pensabene
Finalmente, dopo settimane e settimane di ipotesi, scenari e anticipazioni, la Fondazione ha indicato, all’unanimità, i nomi di coloro che siederanno nel CdA della Cassa di Risparmio del territorio. Due le novità principali: da maggio ci saranno un nuovo presidente e un nuovo amministratore delegato. La Cassa di Risparmio conta circa 200 filiali, a cui si aggiungono gli oltre 80 punti vendita di Pitagora. I dipendenti sfiorano quota 2.000. La Cassa, con i suoi dirigenti, quadri e impiegati, gestisce 19 miliardi di euro di attività finanziarie intermediate: numeri che giustificano e spiegano la crescente tensione degli ultimi mesi, data l’importanza della posta, rispetto alla prospettiva di vendita di parte delle quote in mano alla Fondazione.
La classe politica, e si immagina anche quella economica e imprenditoriale, si è confrontata e si confronterà sul futuro di un istituto fondato nel 1842, quando non esisteva ancora lo Stato italiano. Forse le azioni della Fondazione verranno vendute, forse no. Il “cuore” suggerirebbe di no, per non perdere lo status di banca del territorio. La “testa”, ovvero la capacità di assumere decisioni nell’esclusivo interesse dei clienti, dei dipendenti, delle migliaia di azionisti e degli astigiani, consiglia invece cautela. In questo contesto, la possibile nomina di Maurizio Rasero a presidente rappresenta una garanzia.
Prima ancora di essere una nomina tecnica è un giuramento di lealtà verso i suoi concittadini e il suo territorio. Va da sé che mette in gioco la propria credibilità politica nella difesa di Asti e dei suoi risparmiatori. Resta un impegno che prevale su tutti: rilanciare il valore alle azioni di chi ha creduto nella Cassa di Risparmio. Senza alibi. Senza scorciatoie. Senza tradire questa terra.
Franco Ingrasci - Commissario provinciale UDC
Edicola Digitale
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
f.lavina@lanuovaprovincia.it
Società editrice Editrice OMNIA S.r.l.
via Monsignor Rossi 3 -14100 Asti
P.Iva 00080200058