Cerca

25 aprile

Al cippo in onore ai caduti della Way Assauto il ricordo della resistenza operaia

Un momento di commemorazione per gli scioperi del 1943, il ruolo delle lavoratrici e l'appello alle nuove generazioni

Al cippo in onore ai caduti della Way Assauto il ricordo della resistenza operaia

Proprio davanti al cippo della Way Assauto, situato nel cortile interno della sede storica, ormai dismessa, si è svolta la commemorazione dedicata alla resistenza partigiana e alle lotte operaie che segnarono profondamente la storia del territorio astigiano durante il periodo fascista.

Ad aprire la cerimonia è stato Vito Carelli, segretario generale FIOM Asti, che ha ricordato il valore simbolico di questo luogo, teatro degli scioperi del marzo 1943 e punto di riferimento per il movimento operaio locale. Un ricordo che come ricorda, si intreccia con importanti anniversari: gli 80 anni della Festa della Liberazione e le ricorrenze dei 125 anni della FIOM e dei 120 anni della CGIL.

Nel corso dell’intervento è stato annunciato anche un progetto condiviso tra sindacati e proprietà: lo spostamento del cippo monumentale in un’area più sicura e accessibile, nei pressi del parcheggio vicino al circolo aziendale. Un’ipotesi che punta a preservare la memoria rendendola al tempo stesso più fruibile per la cittadinanza, di cui è stata presentata la proposta proprio durante questa settimana.

A portare il saluto dell’amministrazione è stata la vicesindaca di Asti, Stefania Morra, che ha sottolineato come la libertà non sia nata solo nei palazzi della politica, ma anche “nelle fabbriche e nelle strade”. Un passaggio che ha posto al centro il ruolo determinante delle donne, protagoniste degli scioperi del 1943 e del 1944, definite “guerriere” per la loro capacità di lottare per la dignità, la pace e il futuro.

Un richiamo alla storia del territorio è arrivato anche dal consigliere provinciale Mauro Bosia, che ha ricordato come la provincia di Asti sia insignita della medaglia d’oro per la Resistenza e abbia vissuto l’esperienza della Repubblica partigiana dei 40 Comuni. Nel suo intervento ha trovato spazio anche la tradizione mutualistica della Way Assauto, con la “Mutua” costruita dagli operai: un esempio concreto di solidarietà, con scuola e biblioteca nate per garantire strumenti di crescita e dignità per gli astigiani.

Più ampio lo sguardo di Mario Renosio, presidente dell’ANPI, che ha intrecciato memoria storica e riflessione sul presente. Dal racconto degli scioperi del marzo 1943 — i primi dopo vent’anni di dittatura — fino a quelli del 1944 sotto occupazione tedesca, emerge il coraggio di lavoratori e lavoratrici che sfidarono il regime, pagando spesso un prezzo altissimo: 21 operai deferiti al Tribunale Militare, molti dei quali proprio della Way Assauto, tra cui numerose donne.

Renosio ha poi richiamato il significato del primo voto libero del 1946, quando anche le donne entrarono per la prima volta nelle urne, sottolineando come i diritti conquistati non possano essere dati per scontati. Un monito rivolto soprattutto alle nuove generazioni, invitate a non cedere alla disaffezione e a contrastare i rischi delle “democrature” attraverso partecipazione e solidarietà.

La commemorazione si è chiusa con un ringraziamento ai presenti e con un augurio semplice, quello di una buona Festa della Liberazione

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133