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Celebrazione della Liberazione

Zampa, Scoiattolo e "Lenin": un 25 Aprile ricordando il sacrificio dei tre fratelli partigiani

La giornata di commemorazione ha visto anche l'annuncio del sindaco Rasero: «Da lunedì non vestirò più la fascia di presidente della Provincia»

Zampa, Scoiattolo e "Lenin": un 25 Aprile ricordando il sacrificio dei tre fratelli partigiani

In piazza San Secondo, ieri,  con l’arrivo del “Corteo della Liberazione” il clou delle  celebrazioni previste per la giornata che celebra la Liberazione dell'Italia dai nazifascisti con intermezzi musicali del gruppo Grattagatto e letture curate da studentesse dell’Istituto Monti.

«Oggi è la festa di chi crede nella libertà di tutti – ha esordito Filippo Guttadauro presidente della Sezione A.N.P.I. “Fratelli Olivero” – è un impegno per tenere viva la memoria contro l’indifferenza e contro chi cerca di raccontare la storia in modo diverso da come è andata veramente; l’antifascismo – ha aggiunto – non è una questione del passato ma qualcosa da costruire ogni giorno, il fascismo non è mai uguale a se stesso e proprio per questo la vigilanza non è un’opzione e il 25 aprile non è nostalgia ma vigilanza».

Filippo Guttadauro ha quindi ricordato i tre fratelli Olivero, Oscar di 26 anni, nome di battagli “Zampa”, Carlo di 21 anni, nome di battaglia “Lenin” e Walter di 16 anni, nome di battaglia “Scoiattolo” tre giovani partigiani astigiani morti per la libertà e spesso mi chiedo ma facciamo abbastanza noi? Facciamo altrettanto?».

Oltre all’ottantesimo della liberazione, il presidente A.N.P.I. “Fratelli Olivero” ha sottolineato la ricorrenza degli ottant’anni da quando le donne hanno votato per la prima volta in Italia, «grazie a Marisa Ombra e a Pierina Amerio le donne sono diventate cittadine a pieno diritto».

Ha quindi preso la parola il sindaco Maurizio Rasero, appena rientrato da una visita istituzionale in Giappone «In questi giorni mi sono chiesto se avessi potuto concedermi un sabato e una domenica da turista - ha osservato – ma la risposta è stata no perché il sindaco e presidente della Provincia, il 25 aprile deve essere a festeggiare con i suoi cittadini e ho voluto fortemente esserci anche perché questa è l’ultima volta che indosso la fascia di presidente della Provincia visto che, da lunedì, non lo sarò più». Rasero si è poi detto orgoglioso e onorato per la medaglia d’oro al valor militare di cui è stata insignita la nostra provincia, ha ricordato i numeri impressionanti dei caduti nella Resistenza astigiana «circa 5.200 partigiani, 115 medaglie al valore, 1.203 persone, prevalentemente giovani che per difendere la libertà hanno dato la loro vita».

 Rasero ha infine ringraziato l’ISRAT, per il lavoro svolto affinché Asti potesse presentare un dossier di candidatura per la medaglia d’oro al valore civile.

A conclusione è intervenuto Mario Renosio presidente provinciale dell’A.N.P.I. con l'orazione ufficiale della giornata: «Voglio rammentare che la regione Piemonte è l’unica regione italiana ad essere decorata con la medaglia d’oro per meriti partigiani – ha commentato – e ciò rende questo 25 aprile ancora più importante»; ha ricordato la centralità della lotta partigiana nella costruzione del nuovo stato democratico, l’importanza di esserci non solo il 25 aprile ma ogni giorno «perché esserci vuol dire contribuire a consolidare un presidio di democrazia sul territorio e nell’intera società». Renosio ha infine considerato che il 25 aprile deve essere la festa di tutti gli italiani che si riconoscono nei valori della democrazia «anche se c’è chi afferma – ha ironizzato – che l’unica cosa da festeggiare oggi, è san Marco, ma forse si vuole riferire alla divisione fascista san Marco, quella che ha disseminato le valli Bormida e Belbo di lapidi che ricordano decine di partigiani giustiziati sommariamente».

(Servizio foto Ago)

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