Il caso
27 Aprile 2026 08:38:45
Ospedale di Asti
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata dai Comitati locali di Art. 32 al direttore generale dell'Asl AT, Giovanni Gorgoni, e la replica di quest'ultimo
Gentile Direttore,
i Comitati Art. 32 dell’astigiano hanno avuto occasione di incontrarla, su loro richiesta, in due occasioni: nel mese di febbraio del 2025, poco dopo il suo insediamento a Direttore Generale, e il 13 gennaio 2026. Nella prima occasione i Comitati hanno esposto gli obiettivi del proprio operato, in difesa dell’Art. 32 della Costituzione, e hanno messo in evidenza, portandole esempi concreti, problemi e criticità esistenti nella sanità astigiana. I Comitati Le hanno tra l’altro presentato una memoria scritta riguardante il sud Astigiano e una serie di richieste specifiche. Quella che si ritiene più importante e di cui si discute ormai da troppi anni, è l’attivazione di un Hospice ad Asti, che consenta la copertura dei residenti in città e del nord della Provincia.
I Comitati, in entrambe le occasioni, ma anche nella comunicazione verso la stampa locale e la cittadinanza sui temi sanitari, hanno sempre cercato di mantenere un atteggiamento equilibrato, essendo consapevoli della complessità dei problemi sanitari. Alcuni, come quello delle liste di attesa, sono di carattere generale e non sono risolvibili se non con interventi a livello nazionale.
Negli ultimi tre mesi, quanto percepito dalla cittadinanza e portato all’attenzione dei Comitati è che la situazione tenda a peggiorare. Ci riferiamo in particolare a problemi con Lei discussi quali:
Nuovo Presidio della Valle Belbo. Avrebbe dovuto supportare l’Ospedale Cardinal Massaia, prevedendo: due salette chirurgiche di Day Surgery, un potenziamento della radiodiagnostica, un reparto di Medicina, dedicato a pazienti selezionati. Non abbiamo avuto rassicurazioni su questi temi e ci preme ricordare che, come più volte segnalato, nella DCR del 6/12/2022 n. 253 – 24273 inerente: “ nuova organizzazione distributiva del Presidio Ospedaliero “ non figura l’Hospice attualmente operativo presso il Presidio di Nizza S. Spirito.
Ospedale di Comunità e Casa di comunità nella ex-Maternità di Asti. Ritardi progettuali sul PNRR hanno causato la perdita dei finanziamenti. I 20 posti letto assistenziali che vi dovevano essere allocati sono stati dirottati nel vecchio Ospedale di Nizza, probabilmente andando a sostituire i posti letto CAVS già operanti. I Comitati ritengono che, stante le necessità della popolazione, i posti letto debbano essere aggiuntivi e non sostitutivi. Temono inoltre che sia stata posta una pietra tombale sugli interventi dell’ex Maternità, con grave nocumento per la città di Asti.
Hospice Asti e Nord Astigiano. Secondo quanto previsto, l’Hospice doveva essere allocato nell’ex-Maternità. Nel corso dell’ultimo incontro ci è stato comunicato che avrebbe trovato temporaneamente spazio nell’Ospedale Cardinal Massaia, presso la Lungodegenza o meglio in sua sostituzione. I rappresentanti dei Comitati le hanno espresso forti perplessità, essendo consapevoli che, in un passato non certo remoto, le lungodegenze erano 2, dotate di 30 posti letto sempre saturati. A precisa domanda su come si poteva sopperire a tale mancanza la S.V. ha risposto che, al momento, risultano liberi numerosi posti nei reparti di Chirurgia. Tale risposta, invece di rassicurare, crea ulteriori preoccupazioni circa gli attuali (e i futuri) livelli di produttività e di attrattività dell’Ospedale Cardinal Massaia.
Ci giunge da ultimo la preoccupante notizia che la Regione, andando contro alla sua stessa Deliberazione del 2022, non sarebbe più intenzionata a prevedere e quindi a concedere i 12 posti letto Hospice per Asti e Nord Astigiano. Se confermata questa sarebbe una decisione inaccettabile per la cittadinanza.
Trasporti malati oncologici e non autosufficienti. La Regione, secondo quanto da Lei comunicato, ha interrotto la gratuità dei trasporti. I Comitati ritengono che negare il trasporto alle numerose persone in gravi condizioni di malattia e di disabilità che non sono in condizioni di pagare i trasporti possa portare alla decisione di interrompere le terapie e possa in definitiva rappresentare una sorta di condanna a morte. Le avevamo chiesto di studiare soluzioni sostitutive, anche solo parziali, per ovviare al problema. Non abbiamo avuto risposte.
Prericovero prima degli interventi. Sono state evidenziate difficoltà organizzative che non consentono l’esecuzione dei prericoveri in un’unica giornata. Ciò ha conseguenze sia logistiche sia economiche sui pazienti, in particolare per quelli che provengono da fuori città, che per i non autosufficienti. Non abbiamo avuto risposte.
Più in generale i Comitati riscontrano un generale malcontento da parte dei cittadini. Vi è la sensazione che, rispetto a un recente passato, l’Ospedale stia perdendo la sua attrattività per i pazienti ma anche per gli stessi operatori sanitari. La classifica tra i migliori ospedali italiani, fatta dal World's Best Hospitals di Newsweek, ci ha portati dal 62° posto nel 2024, al 67° nel 2025, al 79° nel 2026. Se pure fosse discutibile, parrebbe confermata dalle sue stesse affermazioni circa l’esistenza di posti liberi nei reparti di Chirurgia. Riteniamo non solo opportuna ma indispensabile una analisi da parte sua e dell’Amministrazione Regionale sui motivi per cui Reparti un tempo sempre saturi siano in pochi anni diventati meno attrattivi.
Da tempo paventiamo, e non per una aprioristica difesa “di campanile”, che esistano scelte, tacite ma consapevoli, che intendono privilegiare altri nosocomi.
Da parte nostra non vi è al momento intenzione chiederLe ulteriori incontri. Qualora ritenga di avere notizie concrete sulla soluzione dei problemi che le abbiamo più volte evidenziati, saremo lieti di una sua convocazione per riprendere un dialogo finora piuttosto sterile.
Roberto Gerbi (Comitato Art. 32 Asti)
Maurizio Carcione (Comitato Art. 32 Valle Belbo)
Irene Novarese (Comitato Art. 32 Nord Astigiano)
La lettera aperta inviata dai Comitati Art.32 agli organi di stampa contiene imprecisioni, affermazioni con corrispondenti al vero e lacune. In premessa, mi sia consentito un richiamo al “galateo” istituzionale. La missiva è stata spedita a tutte le testate giornalistiche, e dunque all’opinione pubblica, ma non al diretto interessato, che l’ha letta a mezzo terzi. Quando si ha l’ambizione di rappresentare la cittadinanza, richiamando esplicitamente i valori costituzionali, la forma è anche sostanza. Tanto più che non è mai stata negata una richiesta di confronto diretto.
Gli incontri con i rappresentanti del Comitato sono stati 4 (febbraio e dicembre 2025, gennaio e marzo 2026) e non 2 come indicato dagli scriventi. L’ultimo risale al 31 marzo, data in cui si è svolta la visita al cantiere dell’Ospedale della Valle Belbo, occasione per testimoniare visivamente quanto si sta facendo, inclusa la localizzazione dei servizi. Era una giornata molto ventosa (verba volant), ma camminando nei corridoi e visitando le future camere di degenza sono state chiaramente indicate le destinazioni degli spazi, incluso l’Hospice, inon previsto nella Delibera del Consiglio Regionale 253 del 2022 su cui si è basata la progettazione dell’opera.
Questa direzione ha pianificato che l’Hospice, oggi localizzato nel vecchio presidio nicese, sia trasferito nel nuovo Ospedale della Valle Belbo dove, in linea con il documento di indirizzo, saranno presenti anche il reparto di medicina e la radiodiagnostica. Con l’avvallo dell’Assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, è stato inoltre previsto l’inserimento della chirurgia ambulatoriale complessa: il progetto innovativo verrà implementato con un finanziamento dedicato.
Sull’Ospedale di Comunità e la Casa di comunità nella ex-Maternità di Asti sono state fatte affermazioni non veritiere. Più volte l’Assessore Riboldi e questa stessa Direzione hanno precisato che l’opera conserva tutta la sua ratio e i relativi finanziamenti perché si realizza con Fondi UE Sviluppo e Coesione (FSC) e con i fondi PNRR già assegnati. L’insufficienza di questi ultimi è stata rilevata e fatta emergere dall’attuale Direzione agli inizi del 2025 visto che l’opera presentava già a settembre 2024 – data della stipula del contratto – una complessità, un cronoprogramma e degli imprevisti pesantemente incompatibili con le scadenze del PNRR. La strategia messa in atto di concerto con la Regione Piemonte va esattamente nella direzione opposta alla perdita di finanziamenti data per certa dai Comitati Articolo 32.
L’Ospedale di Comunità di Nizza Monferrato viene realizzato in “overbooking”, con l’acquisizione di uno specifico Codice Unico di Progetto, offrendo il servizio programmato secondo i parametri del PNRR, anche se su una sede differente, e conservando il finanziamento per i lavori della sede originaria all’ex Maternità. Si tratta di una prassi condivisa da altre ASR che avevano necessità di tempi aggiuntivi per completare le strutture originarie; è previsto che le strutture “overbooking” si integrino alla rete territoriale.
Sarà una questione di pura programmazione regionale la destinazione dei 20 posti residenziali da realizzare all’ex Maternità che rimangono aggiuntivi: potrebbero essere il secondo Ospedale di Comunità della ASL (il DM77/2022 ne consente effettivamente due per una popolazione di circa 200.000 abitanti), potrebbero essere l’agognato Hospice per Asti o un altro setting assistenziale residenziale. E quanto alla Casa della Comunità ad Asti si tratta di struttura aggiuntiva che serve abbondantemente visto che l’Ospedale Massaia ha bisogno di dirottare altrove molti servizi tipicamente territoriali.
I fondi FSC in integrazione a quelli PNRR servono per sopperire ai vari imprevisti intervenuti (dalla presenza di amianto e al rifacimento di coperture deteriorate anche a causa di atti vandalici) e alla realizzazione delle centrali energetiche e tecnologiche per il funzionamento dell’Ospedale e della Casa di Comunità. Per evitare strumentalizzazioni, come ricordato più volte al Comitato nei vari incontri, ricordiamo che le uniche opere finanziate da sempre riguardano la Centrale Operativa Territoriale (già attiva al Cardinal Massaia in attesa di completamento dei lavori all’ex Maternità), Casa di Comunità e Ospedale di Comunità previsti su una porzione dell’intera struttura e non sull’intero edificio che avrebbe bisogno di provvista finanziaria ben più cospicua.
Per quanto riguarda la realizzazione dell’Hospice per Asti e Nord Astigiano, si precisa che gli unici finanziamenti previsti a disposizione dell’attuale Direzione erano e sono quelli PNRR per realizzare COT, Casa della Comunità e Ospedale di Comunità. Esisteva agli atti solo una proposta aggiuntiva, a valere sui fondi FSC, per completare tutto l’edificio, includendo l’Hospice.
Nelle more, abbiamo proposto - è agli atti della Regione Piemonte - di realizzare temporaneamente la struttura all’interno dell’ospedale Massaia, nelle stanze adiacenti agli attuali ambulatori delle cure palliative. Non si sottrarrebbero posti letto alla Lungodegenza, sarebbe necessario il solo investimento in arredi e quello più robusto di personale aggiuntivo fra palliativisti, infermieri e OSS.
L’aver fatto cenno ad una minore occupazione di posti letto nelle chirurgie non aveva attinenza con l’hospice ma si inseriva in un discorso più ampio relativo alla maggiore capacità di ospitalità dell’ospedale anche grazie al minor numero di giornate di degenza post-operatoria delle chirurgie grazie all’incremento di procedure mini-invasive e a protocolli ERAS (Enhanced Reecovery After Surgery).
Sui trasporti ospedalieri per malati oncologici e non autosufficienti, la Direzione è tenuta ad applicare le normative nazionali e regionali e non si è impegnata in nessuna soluzione alternativa a quelle consentite dalla legge. Risponderemo in via formale alle richieste specifiche notificate su questo tema dal Comitato Articolo 32, con lettera del 20 aprile. In sintesi anticipiamo qui, che l’Asl di Asti, come tutte le Aziende sanitarie del Piemonte, copre a proprie spese il trasporto in ambulanza quando ricorrono congiuntamente quattro criteri: necessità clinico‑assistenziale documentata, inserimento del paziente in un percorso di cura/assistenza a carico del SSR (ricoverati o assistiti in cure domiciliari o in strutture residenziali socio-sanitarie con quota sanitaria a carico ASL e quota alberghiera integrata dall’Ente Gestore delle Funzioni socio-assistenziali); impossibilità o non appropriatezza dell’uso di mezzi ordinari; prescrizione o disposizione sanitaria. Le Direzioni Mediche di Presidio e di Distretto Sanitario, secondo competenza, valutano la sussistenza dei requisiti e autorizzano o respingono le richieste di trasporto sanitario.
Ai rilievi sul prericovero rispondiamo che attualmente l’Azienda ha tempi di prericovero medi di 18 giorni circa antecedenti la data di ricovero, ed eseguono il prericovero in un solo giorno l'87% circa degli utenti. Avevamo verbalmente e operativamente accolto il suggerimento di consentire almeno ai residenti fuori Asti, di sbrigare in una sola giornata le procedure di prericovero; non sempre ci si riesce: le tecnologie e soprattutto il personale impiegato sono le stesse che si occupano di liste di attesa con volumi superiori rispetto al 2019 ma a ranghi inferiori vista l’insufficiente risposta dei concorsi espletati.
Il “generale malcontento” richiamato dai Comitati non è supportato da evidenze statisticamente rilevanti: in assenza di dati rappresentativi, resta una contrapposizione di opinioni. Al contrario, l’Azienda riceve numerosi attestati formali di elogio da parte degli utenti. Sul tema Newsweek, è necessario chiarire che l’Ospedale Massaia rientra tra i 140 migliori ospedali italiani su 1.117 monitorati da Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari in seno al Ministero della Salute). In Piemonte si colloca al quarto posto, dopo strutture di grande rilievo. Un risultato che rappresenta motivo di orgoglio per i professionisti e non elemento di critica. Il ranking si basa su quattro fattori: qualità delle cure, opinione dei clinici, esperienza dei pazienti e utilizzo dei PROMs (strumenti che misurano i risultati delle cure dal punto di vista dei pazienti). Sulla qualità delle cure, i dati Agenas confermano performance elevate e in crescita, senza aree critiche. L’esperienza dei pazienti è positiva (4,1/5), seppur su un numero limitato di valutazioni. Il calo in classifica potrebbe dipendere dall’opinione dei clinici, non analizzabile senza dati dettagliati. Nel complesso, si tratta di un riconoscimento prestigioso che non può essere trasformato in elemento negativo.
Concludendo, se per i rappresentanti del Comitato gli incontri sono risultati sterili, per la Direzione hanno sottratto tempo prezioso alla presenza nei luoghi di cura e al confronto diretto con gli operatori sul campo. D’ora in avanti, ogni richiesta riceverà riscontro esclusivamente in forma scritta, anche a garanzia di chiarezza e tracciabilità.
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Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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