Memoria
27 Aprile 2026 15:50:36
Nelle celebrazioni del 25 Aprile organizzate dall’Associazione Europa Duemila, sotto l’egida del Comune di Asti, il ricordo della Liberazione ha trovato un respiro più ampio, aprendosi alle voci di chi, oggi, quella libertà la sta ancora cercando.
Nel giardino Giberto Barbero, dedicato all’esponente liberale e presidente del CLN provinciale, la cerimonia ha dato spazio anche alla Resistenza ucraina e a quella iraniana. Due testimonianze diverse, unite dallo stesso filo: la richiesta di diritti, dignità e autodeterminazione.
Tatiana Zelena, in rappresentanza della comunità ucraina in esilio in Italia, e Violet Kimiaee, per quella iraniana, hanno portato racconti diretti di sopraffazione, violenza e repressione. Storie che parlano di vite segnate da guerre e regimi, dove la colpa è spesso una sola: rivendicare la libertà del proprio Paese o i diritti fondamentali negati.
«Grazie per averci invitato a portare la nostra testimonianza – hanno sottolineato entrambe – e per avere dimostrato di avere a cuore anche la nostra Liberazione, purtroppo ancora da venire».

Violet Kimiaee con l'antica bandiera dell'Iran
La mattinata si era aperta con un momento più intimo, affidato alle parole di Paola Barbero, che ha ricordato la figura del padre Gilberto, protagonista della lotta partigiana con il nome di battaglia “Benedetto”, scelto in omaggio al filosofo Benedetto Croce.
A seguire, Francesco Tesio ha rievocato il pensiero e l’impegno antifascista ed europeista di Piero Gobetti, nel centenario della sua morte. Un ricordo che ha riportato l’attenzione su una figura simbolo della libertà di pensiero, spezzata troppo presto: Gobetti morì infatti a soli 25 anni, dopo le violenze subite da una squadraccia fascista, espressione di un potere deciso a mettere a tacere una voce scomoda e indipendente.
La cerimonia si è conclusa con un gesto solenne: il vicesindaco Stefania Morra, insieme al deputato Marcello Coppo e a Paola Barbero, ha scoperto il cippo commemorativo restaurato dedicato a Gilberto Barbero, deponendo una corona d’alloro ai suoi piedi.

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