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Asti “capoluogo” dei Castorini per raccontare il mondo degli scout

Il tema del raduno regionale è stato “l'ascolto” e sono stati circa settanta i bambini, tutti tra i cinque e i sette anni, che hanno partecipato con interesse ed entusiasmo

Asti “capoluogo” dei Castorini per raccontare il mondo degli scout

Asti “capoluogo” dei Castorini per raccontare il mondo degli scout

Il tradizionale incontro di primavera di tutte le Colonie scout piemontesi, che si è svolto lo scorso fine settimana all'oratorio di Santa Maria Nuova, è stato un successo. «Il tempo bello ha sicuramente aiutato le attività che avevamo in programma, - racconta Sara Deflorian capo Colonia Terra di Vite del gruppo Scout Asti 1 - Il tema di questi due giorni è stato “l'ascolto” e sono stati circa settanta i bambini, tutti tra i cinque e i sette anni, che hanno partecipato».

Divisi in gruppi, dunque, i “Castorini”, provenienti oltre che da Asti anche da Torino, Pinerolo, Alessandria e Casale, guidati da una trentina di adulti, hanno partecipato a giochi dove il contatto con gli altri e con se stessi avveniva attraverso i cinque sensi: ad esempio l'ascolto del cuore con uno stetoscopio, o della musica cercando di capire gli strumenti utilizzati, il ballo o i mandala naturali, il disegno e molto altro. Il giorno dopo, oltre a continuare le attività, i piccoli hanno assistito alla messa celebrata da don Andrea.

«Il castorismo, in Italia è arrivato nel 1986 e sono sei le colonie presenti in Piemonte, - racconta Valentina Berruti, responsabile regionale dei Castorini - mentre in tutta Italia ci sono circa duecento colonie che coinvolgono oltre duemila bambini». Le prime colonie nacquero in Piemonte e in Emilia-Romagna, grazie all'intuizione di don Aldo Bertinetti, capo scout e importante punto di riferimento. «Tornando da un viaggio in Canada dove aveva conosciuto questa realtà diffusa tra i più piccoli - sottolinea Berruti - decise di proporla anche da noi».

Dopo il periodo del Covid c'è stato nuovo interesse per lo scoutismo soprattutto per le numerose attività all'aperto che propone. «La messa, a misura di bambini e con un linguaggio semplice - commenta Ernesto Berra, responsabile nazionale dell'Associazione Italiana Castorini - è stata seguita anche da molti adulti, in alcune nazioni, con presenza più attiva dei genitori. I bambini iniziano anche a tre, quattro anni e sicuramente la formazione che si può dare a questa età è poi più difficile da insegnare; i nostri gruppi - conclude - sono formati da quattro, cinque bambini perché così è più facile parlare, ascoltare e guardare e guardarsi negli occhi ed è più facile costruire una relazione».

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