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Gastronomia

Da Ferrere al Vinitaly: premiato il “salame ubriaco” dell’Agrisalumeria Luiset

Il prodotto affinato nelle vinacce conquista il Campionato Italiano del Salame 2025 nella categoria “dolce e magro del Nord”

Da Ferrere al Vinitaly: premiato il “salame ubriaco” dell’Agrisalumeria Luiset

L’Agrisalumeria Luiset di Ferrere ha ottenuto un importante riconoscimento al Campionato Italiano del Salame 2025, aggiudicandosi il “Premio Coltelleria Valgobbia Salame dolce e magro del Nord”.

A distinguersi è stato il cosiddetto “salame ubriaco”, un prodotto affinato nelle vinacce, sulla scia di una tecnica già diffusa nel mondo caseario ma ancora poco esplorata nella salumeria. Un’intuizione che si è rivelata vincente, premiata nella categoria dedicata ai salami più classici dell’Italia settentrionale: quelli a grana medio-grande, con una chiara distinzione tra parte magra e grassa, un contenuto ridotto di sale e una concia essenziale, generalmente a base di pepe e con una leggera presenza di aglio infuso nel vino.

La premiazione si è svolta all'interno dei saloni del Vinitaly, nell’area dedicata alla Calabria. Una scelta non casuale: negli ultimi anni la regione ha registrato un numero crescente di finalisti e premiati, fino ad arrivare, nell’edizione 2025, anche alla vittoria assoluta con la famiglia Ioppolo di San Giorgio Morgeto.

Per l’Agrisalumeria Luiset, realtà della famiglia Casetta, non si tratta di un debutto. L’azienda vanta infatti una lunga presenza nel Campionato Italiano del Salame, con diversi premi di categoria e, nel 2013, anche il riconoscimento dell’Oscar alla carriera.

Dal punto di vista organolettico, il salame nelle vinacce mantiene una base equilibrata e pulita, valorizzando la qualità della materia prima senza eccessi di aromatizzazione o sapidità. L’affinamento conferisce invece una nota distintiva, soprattutto al profumo, arricchito da leggere sfumature legate alla buccia d’uva. Il risultato è un prodotto originale ma coerente con la tradizione, capace di distinguersi senza risultare estraneo al gusto tipico.

L’attenzione al vino, del resto, è da sempre un elemento centrale nella produzione della famiglia Casetta, che integra questa componente anche nella lavorazione dei salumi più pregiati.

Alla base del successo dell’azienda c’è un modello produttivo fondato sulla filiera cortissima: allevatore e produttore coincidono, garantendo controllo diretto su ogni fase e una qualità costante. Un approccio che, negli anni, si è dimostrato determinante per ottenere prodotti di alto livello.

Accanto alla qualità, l’azienda porta avanti anche un impegno concreto sul fronte della sostenibilità, con soluzioni come fitodepurazione, utilizzo di energia rinnovabile tra fotovoltaico e solare termico, recupero del calore e attenzione alla riduzione degli sprechi. In questa direzione si aggiunge anche l’adesione alla piattaforma Too Good To Go, che consente di valorizzare i prodotti invenduti.

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