Mobilitazione
29 Aprile 2026 12:40:00
La sede del Cpia in piazzale Da Vinci ad Asti
Sono due le petizioni avviate nei giorni scorsi dal Comitato sindacale del Cpia, il Centro provinciale istruzione adulti con sede principale ad Asti, in piazza Da Vinci, e dieci succursali nei paesi della provincia, oltre che nella casa di reclusione di Quarto.
Formato dai docenti Paolo Fasano, Piercarla Mossino e Paola Piglia, il comitato ha voluto focalizzare l’attenzione su due questioni: i problemi degli spazi e la carenza di organico.
Per quanto riguarda il secondo punto, la petizione mira a chiedere all’Ufficio scolastico territoriale «di ripristinare l’organico di diritto». «Attualmente - è scritto nella petizione - il Cpia astigiano comprende in totale 32 docenti in organico di diritto, a fronte di un fabbisogno stimato di 54 insegnanti, necessario per garantire la continuità didattica, la qualità dell’offerta formativa e la risposta adeguata alla domanda crescente (attualmente conta 3.500 iscritti, ndr)».
Evidenziata anche la carenza di personale Ata, in particolare per quanto riguarda i collaboratori scolastici (11 a fronte di un fabbisogno stimato di 17 lavoratori) e per l’assenza di un assistente tecnico cui sia affidata la responsabilità dell’apparato tecnologico del centro. Carenze in merito alle quali si chiede anche l’intervento del sindaco e presidente della Provincia Maurizio Rasero, in modo che «si faccia portavoce della situazione presso l’Ufficio scolastico territoriale e regionale, oltre che al Ministero dell’Istruzione».
Al sindaco Rasero e alla sua Giunta è rivolta poi la seconda petizione, inerente i locali della sede. «Chiediamo un immediato intervento degli enti locali - scrivono - che garantisca al Cpia di continuare a svolgere adeguatamente la sua funzione, nell’interesse della cittadinanza e del territorio. Riteniamo fondamentale che sia inserito il completamento del recupero dello Spazio Vinci, il complesso in cui è ospitata la sede di Asti, tra le priorità urgenti del Piano di edilizia scolastica del Comune, riconoscendo formalmente l’urgenza dell’intervento per garantire qualità educativa, continuità del servizio, sicurezza e sviluppo sociale. Chiediamo inoltre che il Comune stanzi i fondi necessari per il recupero delle ali laterali e frontale dell’edificio. Il tutto assicurando un cronoprogramma chiaro e trasparente, condiviso con la cittadinanza e con la comunità scolastica».
A supportare le due petizioni, con un comunicato unitario, i sindacati firmatari di contratto: Cisl scuola, Uil scuola e Snals Confsal. «Confermiamo l’impegno ad attivare tutti i livelli di interlocuzione necessari per far sì che i problemi segnalati abbiano risposte efficaci a tutela dei lavoratori e per garantire un servizio scolastico stabile, inclusivo e di qualità per l’intera comunità».
«In particolare - specifica Federico De Martino (Cisl scuola) - ci muoveremo per fare in modo che vengano date risposte in merito agli spazi, una esigenza sentita che va affrontata. Per quanto riguarda gli organici, invece, la situazione è più complessa e riguarda i Cpia di tutta Italia. Deve essere colmato un vuoto legislativo che definisce l’assegnazione di posti in organico sulla base di parametri, quali il numero di qualifiche rilasciate agli iscritti, che non rispecchia la realtà dei Cpia, le cui iscrizioni sono aperte tutto l’anno e sono soggette ad un andamento altalenante, in linea con i flussi migratori, con richieste di servizi anche solo transitori, che non portano nemmeno al conseguimento della qualifica, ma a cui comunque bisogna dare risposta».
A conoscenza delle due petizioni il dirigente del Cpia, Davide Bosso. «Riguardano - afferma - situazioni che ho fatto presente negli anni. Per quanto riguarda gli spazi, questo è il terzo anno in cui usufruiamo di alcune aule all’Enofila per quattro sere a settimana, dato che il numero degli iscritti è in crescita costante. In passato il Comune aveva parlato della possibilità di ristrutturare una manica dello Spazio Vinci, per consentirci di espanderci, ma non ne abbiamo più saputo nulla. Comunque da parte dell’Amministrazione ho sempre notato grande disponibilità e ultimamente l’interlocuzione è stata più fitta».
«In merito alla questione organici, poi - conclude - il problema riguarda, in generale, la realtà dei Cpia. L’Ufficio scolastico territoriale ha mostrato attenzione alla nostra realtà e negli anni abbiamo ottenuto incrementi di organico, anche se, effettivamente, non siamo ancora arrivati alla quota necessaria proprio per il meccanismo con cui attualmente viene assegnato il personale alle varie sedi».
Interpellata in merito alla questione del recupero dell’ala dell’edificio, l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Stefania Morra, replica con queste parole: «I cantieri scolastici sono avviati in base a due priorità: esigenze di adeguamento normativo, ad esempio a livello di impianti, o come risultato di partecipazione a bandi che prevedono finanziamenti. Nel caso del Cpia, queste condizioni non sussistono, per cui attualmente non abbiamo in programma di intervenire».
Le due petizioni, a disposizione nella sede di piazza Da Vinci, possono essere firmate da tutti i cittadini interessati.
Ad appoggiare le petizioni anche la Flc Cgil.
«Mi spiace - commenta il segretario generale territoriale della categoria, Mario Li Santi, intervenuto a seguito della replica dell'assessore Morra - che l’Amministrazione comunale non consideri la riqualificazione dello Spazio Vinci tra gli interventi in calendario. Certo, il Comune mette a disposizione quattro aule all’ex Enofila, ma si tratta di un provvedimento “tampone”. Il Cpia sta crescendo come iscritti e sembra quasi che per questo sia colpevole. Come Flc Cgil, invece, vogliamo ribadirne l’importanza per i molteplici aspetti positivi che determina: è fonte di integrazione e intercultura, considerata l’elevata presenza di stranieri che lo frequentano; contrasta il calo demografico nelle scuole e rappresenta anche un’opportunità di riqualificazione nel mondo del lavoro, in virtù dell’ampio ventaglio di corsi che propone, dalle lingue straniere all’informatica. Per questo necessita di spazi adeguati e dell’organico di diritto che gli spetta per legge».
Le due petizioni possono essere firmate da tutti i cittadini interessati nella sede del Cpia, in piazzale Da Vinci, e presso la Cgil
di piazza Marconi.
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Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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