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Incontro

“Semi di Giustizia”, ad Asti una serata per ricordare il Beato Padre Pino Puglisi

Il sacerdote, ucciso dalla mafia nel 1993 per il suo impegno in favore dei giovani, è ancora oggi un esempio religioso e civile cui molti si ispirano. Durante la serata sarà mostrata una sua reliquia, conservata a San Damiano

Padre Pino Puglisi

Padre Pino Puglisi

Martedì 12 maggio, alle ore 20.45, la Collegiata di San Secondo di Asti ospiterà un incontro speciale per ricordare la figura e l'opera di Padre Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio, quartiere periferico di Palermo, ucciso dalla mafia nel 1993. La serata, intitolata “Semi di Giustizia”, è promossa da Libera Asti in collaborazione con la Pastorale Giovanile, la Pastorale Universitaria, l’Azione Cattolica Giovani, la Diocesi di Asti e la partecipazione degli scout Agesci.

L’appuntamento si propone come un momento d’incontro, in parte funzione religiosa, in parte commemorazione civile, volto a raccontare la figura di "3P" (Padre Pino Puglisi) non solo come martire, ma anche come educatore sociale. Padre Puglisi lavorò fino all’ultimo giorno per sottrarre alla mafia i ragazzi del quartiere Brancaccio, allora ad alta infiltrazione malavitosa. Dimostrò che la mafia può essere sconfitta dando un futuro e una prospettiva di vita onesta ai ragazzi e, per questo, la sera del 15 settembre 1993, suo 56° compleanno, fu assassinato a pochi passi da casa.

La serata alla Collegiata di San Secondo sarà divisa in due momenti. Una parte, dal carattere narrativo, offrirà un racconto dell'impegno civile di Don Puglisi. Lo stesso sarà arricchito dalla proiezione di foto e video forniti da Libera Palermo e sarà accompagnato dalle note dell'organo. Il cuore dell'evento sarà rappresentato dalle testimonianze di chi ha vissuto fianco a fianco con il Beato a Brancaccio. Interverranno il professor Gregorio Porcaro, ex viceparroco di Padre Puglisi negli ultimi anni del suo impegno religioso ed educativo e testimone della sua opera quotidiana nel quartiere Brancaccio e Pino Martinez, amico e collaboratore storico, membro del comitato rionale "Intercom" che insieme a Puglisi lottò per riscattare Brancaccio e recuperare spazi degradati come il condominio di via Hazon.

La reliquia e il legame con il territorio astigiano

Un momento di grande importanza religiosa sarà la partecipazione di don Giancarlo D’Ugo, oggi parroco della parrocchia dei Santi Cosma e Damiano a San Damiano d’Asti. Don Giancarlo è stato anche chierichetto di Padre Puglisi e ne custodisce l'eredità spirituale. Nel momento più religioso della serata, guidato dal Vescovo Marco Prastaro, don Giancarlo mostrerà e offrirà alla venerazione una reliquia del Beato Puglisi. Si tratta di un evento unico, poiché la reliquia sarà mostrata per la prima volta ai fedeli astigiani.

L'evento è promosso da una locandina che ritrae il volto sorridente di Padre Puglisi, basata su un disegno a fumetti di Riccardo Pagani reso disponibile dalla casa editrice Renoir Comics. Un sorriso che neanche la mafia è riuscita a spegnere, come verrà ricordato da uno dei testimoni invitati a raccontare la sua esperienza con il Beato Puglisi. Come sottolineato dal Vescovo Marco Prastaro, «la forza di Puglisi risiedeva nella sua capacità di farsi carico dei problemi del territorio, offrendo ai giovani un percorso positivo alternativo al male».

Il commento dell'associazione Libera

«Crediamo fortemente nel valore di questo incontro. Le testimonianze e l’impegno del nostro presidente Don Luigi Ciotti, così come quelli di Don Pino Puglisi e Don Peppe Diana, rappresentano esempi autorevoli e concreti di contrasto alle mafie - commentano dal Coordinamento provinciale astigiano di Libera - Già Papa Giovanni Paolo II aveva fermamente condannato le stragi degli anni ’90 ribadendo con chiarezza il ruolo della Chiesa. E ancora Papa Francesco, attraverso la costante opera di sensibilizzazione sui beni confiscati, il sostegno alle madri intenzionate ad affrancarsi dai contesti mafiosi, nonché con la scomunica dei mafiosi e le incisive prese di posizione contro la corruzione. Esempi di una Chiesa capace di avere il coraggio della denuncia e della parola».

«Riteniamo quindi necessario un ulteriore slancio, rafforzando anche a livello territoriale un impegno trasversale contro le mafie e le mentalità mafiose - concludono da Libera - È fondamentale consolidare la sinergia tra la Chiesa locale e l’associazionismo antimafia, uniti nel riaffermare e valorizzare i principi di legalità, trasparenza e giustizia sociale, coniugando in modo concreto la fede religiosa con l’impegno civico. Un momento aperto a tutti: credenti e laici». 

L'incontro è aperto a tutta la cittadinanza.

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