Domani sotto i portici Anfossi
29 Aprile 2026 20:38:30
Dura solo un giorno, ma si rivolge molto in alto. Anzi, più in alto di così non si può perché, sottilmente, l’intento degli organizzatori è arrivare fino a Papa Leone XIV.
La speranza è quella che, sulle orme di un suo lontano predecessore, prenda posizione forte contro le corride.
Ad organizzare la mostra è l’associazione UNA (Uomo Natura Animali) che da sempre si batte contro le corride (oltre che contro i Palii, compreso quello di Asti).
Domani, giovedì, 30 aprile, dalle 10,30 alle 20 in piazza Alfieri, sotto i Portici Anfossi, i volontari di Una esporranno una serie di pannelli contro la tauromachia. Non solo, la mostra sarà accompagnata dalla proiezione di documentari realizzati dall’associazione stessa e già trasmessi anche in Rai nell’ambito del programma Scuola ed educazione.
L’obiettivo è chiaro ed intuitivo: sensibilizzare i cittadini e informare i futuri turisti affinché disertino le arene e non cadano nella “falsa” cultura che troppo spesso viene ancora presentata come spettacolo o tradizione.
La scelta del giorno non è affatto casuale.
«E’ la data in cui ricorre l’anniversario di nascita di San Pio V - spiega Claudia Sgarzi, presidente dell’associazione Una - Un papa piemontese, originario di Bosco Marengo, nell’Alessandrino ricordato per la riforma del Concilio di Trento e per il suo ruolo storico nella battaglia di Lepanto».
Ma San Pio V Papa fece anche un altro atto particolarmente caro agli animalisti di tutto il mondo. «Nel 1567 - prosegue Sgarzi - emanò la bolla “De Salutis gregis Dominici” con la quale condannò le corride, prevedendo la scomunica per toreri, organizzatori e spettatori di quello che definì uno spettacolo più dei demoni che degli uomini».
Insomma, non proprio un profilo squisitamente animalista; semmai una tutela e salvaguardia delle anime cristiane le cui motivazioni però affondavano nel contemporaneo concetto di benessere degli animali.
Per il pontefice, infatti, era crudele e vergognoso che un uomo mettesse a rischio la propria vita solo per dimostrare il proprio coraggio. Oggi basta capovolgere il soggetto e tutto diventa contemporaneo.
Perchè, per l’Una e l’associazione di sostegno Animalisti Italiani: «Non si può spacciare per cultura una pratica cruenta e diseducativa come la corrida. La cultura è una ricchezza interiore, che migliora e alimenta l’animo. La tortura non può sicuramente compiere questo arricchimento».
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