Cerca

Ambiente

Gaia approva il Bilancio 2025 tra successi industriali e accese polemiche politiche

Utile netto di 329.000 euro su 35,3 milioni di produzione, biometano e compost valorizzati, oltre 7 milioni di investimenti. Scoppia la querelle, da parte di Uniti si può, sul ruolo di Iren e sull'importazione dei rifiuti

Gaia approva il Bilancio 2025 tra successi industriali e accese polemiche politiche

L’Assemblea degli azionisti di Gaia ha approvato il Bilancio 2025

L'Assemblea degli azionisti di Gaia S.p.A (composta da 114 Comuni astigiani con il 55% delle azioni e Iren Ambiente con il 45%) ha approvato il bilancio d'esercizio 2025 con un utile netto di 329.000 euro e un valore della produzione che ha toccato i 35,3 milioni di euro, segnando un incremento dell'8% rispetto all'anno precedente. I dati diffusi da Gaia parlano di un Margine operativo lordo che raggiunge i 6.524.511 euro (+5%), mentre l'azienda ha trattato complessivamente 266.185 tonnellate di rifiuti, di cui 62.045 tonnellate di scarti organici (-11%) all’impianto di produzione biometano e compost a San Damiano che sono state recuperate producendo quasi 3 milioni di Sm3 di biometano per la rete di distribuzione e 6.626 tonnellate di compost per l’agricoltura. Al polo di trattamento rifiuti di Asti nell’impianto di valorizzazione sono state selezionate 60.425 tonnellate (+22%) di materiali provenienti dalle raccolte differenziate: plastica e lattine 33.855 tonnellate, carta e cartone 11.067, ingombranti 5.075, altri rifiuti come Raee, vetro, legno 10.342 tonnellate).

Sul fronte degli investimenti, sono stati stanziati oltre 7 milioni di euro, destinati principalmente alla nuova vasca della discarica e a un nuovo impianto fotovoltaico. In occasione dell'assemblea, è stato inoltre riconfermato l'intero Consiglio di Amministrazione per il triennio 2026-2029, con Giancarlo Vanzino alla presidenza e Flaviano Fracaro nel ruolo di Amministratore Delegato. «L’economia circolare è importante per il sistema paese ma le incertezze della geopolitica influiscono sulle scelte strategiche di medio periodo, - commenta Fracaro - per questo ringrazio tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito ad affrontare con disponibilità le prove del momento, in particolare tutti i dipendenti». Il presidente Giancarlo Vanzino si è detto soddisfatto, pur con cautela: «Siamo soddisfatti anche se avremmo voluto raggiungere un risultato più significativo. Gli indici economici ci premiano, il trend imboccato è nella giusta direzione e oltre all’utile generato nel 2025 abbiamo distribuito più di 1 milione e 700 mila euro di compensazioni ambientali ai Comuni sedi di impianto».

Mauro Bosia (Uniti si può): «Salvate il soldato Gaia»

Non mancano, però, dure critiche sui risultati di Gaia e parecchie perplessità sui numeri emersi durante la presentazione del documento finanziario. Il consigliere comunale e provinciale di Uniti si può, Mauro Bosia, ha lanciato un duro attacco alla gestione, definendo la narrazione ufficiale un contrasto stridente con la realtà dei numeri. «Nel 2025, a fronte di circa 35 milioni di euro di valore della produzione, l’utile netto si ferma a poco più di 330.000 euro, interamente accantonati a riserva - spiega Bosia - Ne deriva un indice di redditività rispetto al patrimonio (Roe) dell’1,68%, lontanissimo sia dalle percentuali superiori al 10% tipici delle aziende realmente efficienti, sia perfino dai rendimenti dei titoli di Stato (intorno al 3,6%), che dovrebbero rappresentare la soglia minima per giustificare investimenti e debiti, in questo caso superiori ai 17 milioni di euro verso banche e altri finanziatori». 

Molte le critiche mosse da Bosia sulla gestione dell'azienda e sul ruolo decisionale avuto da socio privato Iren. «Rrispetto a 10 anni fa, dopo decine di milioni di investimenti, il fatturato è raddoppiato, passando da circa 17 a 34 milioni annui, gli utili sono ridicoli quando non assenti, l’indice di redditività è al di sotto della soglia di stabilità per un'azienda, e soprattutto l’azienda per fare questi risultati miseri è obbligata a importare centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti all’anno: - continua il consigliere - basti pensare che l’azienda trattava 105.000 tonnellate nel 2015, oggi sono più di 250.000. Ci portiamo a casa una valanga di immondizia in più di quella che produciamo e non solo non ci guadagniamo, non possiamo farne neanche a meno perché altrimenti si inceppa tutto».

La difesa di Fratelli d’Italia: «La Sinistra si contraddice»

A stretto giro è arrivata la replica del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che ha respinto le critiche di Bosia definendole «paradossali». Gli esponenti in Consiglio comunale di FdI (Federico Cirone, Carlotta Accomasso, Renato Berzano e Roberto Venturini) hanno ricordato come la scelta di trasformare Gaia in un'azienda competitiva sul mercato sia stata presa proprio da una precedente amministrazione di sinistra nel 2017, «scelta i cui effetti si sono di fatto manifestati negli anni determinando la situazione attuale e di cui Bosia dovrebbe chiedere conto ai suoi attuali compagni di coalizione e pure a chi nella sua compagine di sinistra-sinistra ha collaborato alla decisione. Prendiamo atto che il consigliere ha una visione che contrasta profondamente con quella che il Pd a livello locale, regionale e nazionale porta avanti da tempo nella gestione delle ex municipalizzate che sono diventate multi-utilities che operano in molti settori».

Il gruppo ha poi ribadito piena fiducia nell'attuale gestione, sottolineando che «la buona amministrazione degli ultimi anni, grazie al lavoro del presidente Giancarlo Vanzino (esponente di primo piano di Fratelli d’Italia), del CdA e dell’amministratore delegato, ha consentito a Gaia di raggiungere risultati importanti». Secondo FdI, la sfida per il futuro resta il consolidamento dell'efficienza economica con l'obiettivo finale di ridurre i costi della Tari per i cittadini: «Con la sinistra infatti - concludono i consiglieri - avremmo sicuramente la Tari molto più alta».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133