28 Marzo 2013 08:00:00
Il grado di civiltà di una città si misura dalla sua capacità di prendersi cura dei più deboli, e questo è un principio condiviso da molti, ma il come si debba esprimere la cura per i più deboli
Il grado di civiltà di una città si misura dalla sua capacità di prendersi cura dei più deboli, e questo è un principio condiviso da molti, ma il come si debba esprimere la cura per i più deboli è una questione aperta. Dobbiamo ispirarci a principi quali lequità sociale, il bisogno come vero criterio di accesso ai servizi, lattenzione alla programmazione, labbandono alla logica emergenziale nella gestione quotidiana, rifiuto dellassistenzialismo. Bisogna avviare una profonda rivisitazione dellassetto del sistema dei servizi sociali, approcciando il tema con una logica inclusiva, al cui centro cè ogni singolo cittadino, con i suoi bisogni e le sue istanze.Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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