Carabinieri
07 Febbraio 2026 17:02:13
La Procura di Alessandria e i carabinieri di Asti rompono gli indugi e danno ufficialità a quelle che fino a poco tempo fa erano solo delle illazioni.
Ad uccidere Zoe Trinchero è stato un amico di 20 anni, Alex Manna, originario anche lui di Montegrosso, ora già in carcere ad Alessandria (il suo trasferimento in foto di copertina).
Immediate le testimonianze raccolte dai carabinieri della Compagnia di Canelli e del reparto operativo di Asti che scrivono: «Le dichiarazioni rese dai testimoni agli inquirenti hanno evidenziato palesi incongruenze, inducendo gli investigatori ad approfondire il contesto investigativo, ottenendo riscontri oggettivi. Le tempestive indagini condotte dai Carabinieri hanno consentito di individuare il presunto responsabile dell’omicidio». Si tratta di Alex Giuseppe Manna, nato nel 2006, che, pressato dai primi esiti delle indagini, ha pienamente confessato alla presenza del pm Giacomo Ferrando della Procura di Alessandria e alla presenza del suo difensore di fiducia, avvocato Patrizia Gambino, che non ha rilasciato alcuna dichiarazione al termine dell'interrogatorio.
Non ancora chiari tutti gli spostamenti di ieri sera. Si parla di una cena a casa di amici comuni, a Nizza, e poi l'allontanamento insieme. Poco dopo gli amici sono stati chiamati da Alex che, sconvolto, ha detto che lui e Zoe erano stati aggrediti da un ragazzo con problemi psichici che da mesi è al centro di una campagna social di accuse e psicosi sociale.
E' per questo motivo che gli amici sono usciti di casa per andare a cercare i loro amici e hanno trovato Zoe riversa nel rio Nizza. Poco dopo sarebbe arrivato anche Alex a recitare la parte dell'amico disperato, in lacrime, "colpevole" di non essere scappato.
Una circostanza che si è diffusa a macchia d'olio in città, nonostante fosse già passata la mezzanotte. Le accuse di Alex sono state come un cerino che hanno infiammato la rabbia già ampiamente alimentata da mesi di "caccia all'uomo" sui social e in pochi minuti una trentina di persone si sono radunate sotto casa del ragazzo che nulla aveva a che fare con l'omicidio e che ha richiesto, a sua volta, l'intervento dei carabinieri per paura di essere aggredito. Tutte queste persone che lo hanno minacciato sotto casa saranno denunciate.
(Con la collaborazione e le foto di Nemanja Babic)
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