Nizza Monferrato
11 Febbraio 2026 10:22:23
Il gip di Alessandria Aldo Tirone ha sciolto la riserva dopo l'udienza di convalida dell'arresto di Alex Manna, 20 anni per la morte di Zoe Trinchero, di tre anni più giovane di lui.
Era scontata la sua permanenza in carcere, dopo la lunga confessione che il ragazzo ha fatto sabato davanti ai carabinieri di Nizza, del Reparto Operativo e del pm Ferrando della Procura di Alessandria.
I motivi formali sono la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza (ha reso piena confessione) e il serio pericolo di fuga.
Ma c'è un particolare che ancora manca nella lunga ricostruzione della tragica serata di venerdì che si riverbera anche in queste prime carte processuali: il movente.
Non confermato nè nella confessione, nè all'udienza di convalida (dove Manna ha scelto la via del silenzio dicendo di non avere altro da aggiungere) e, ad ora, non accertato dalle indagini che stanno continuando serrate per dare riscontri e per ricostruire esattamente ogni istante dell'omicidio.
Ad oggi Alex ha ammesso di averle dato dei pugni e di averla poi fatta precipitare nel rio ma non ha saputo spiegarne il perché. Sono passati da un incontro in un cortile per chiarimenti su una vecchia ruggine fra i due nata da un tradimento da ragazzini quando avevano avuto una breve relazione, all'omicidio.
Tant'è che l'accusa formulata dalla Procura di Alessandria nei confronti di Alex continua ad essere quella di omicidio e non di femminicidio. Reato, quest'ultimo, introdotto recentemente che prevede la punizione con l'ergastolo per, testuale "l'uccisione di una donna per motivi di genere, odio, dominio o rifiuto di una relazione". Nè Alex, nè le amiche più vicine a Zoe hanno parlato di un "no" della ragazza ad una storia con l'amico di infanzia. Il movente è uno dei punti su cui stanno lavorando carabinieri e Procura.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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