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Nizza Monferrato

Omicidio Zoe: a Naudy le scuse non bastano, presentato un esposto per minacce e accuse infondate

Il ragazzo che ha rischiato il linciaggio perché il vero assassino della ragazza di 17 anni lo aveva indicato come colpevole

Omicidio Zoe: a Naudy le scuse non bastano, presentato un esposto per minacce e accuse infondate

A Naudy Carbone non bastano le scuse (mai arrivate dai diretti interessati) per essere stato bersaglio di minacce che solo per un miracolo non sono arrivate a compimento. E non vuole far passare sotto traccia neppure le gravissime accuse di omicidio che gli sono state rivolte dal ragazzo che davvero ha ucciso Zoe Trinchero, Alex Manna.
Così si è rivolto all’avvocato Alberto Avidano che ha depositato un doppio esposto a nome del musicista nicese, di origini haitiane, contro il quale da settimane andava avanti una vera e propria campagna d’odio sui social.
Non si può non parlare di cosa sia stato fatto nei suoi confronti prima dell’omicidio, altrimenti non si capisce perché Alex Manna abbia pensato a lui quando ha deciso di scaricare su altri la colpa dell’efferato omicidio.
Naudy, diplomato al Conservatorio e detentore di numerosi corsi di specializzazione musicali oltre che appassionato di skateboard, da prima di Natale era stato fatto oggetto di una crescente ondata di critiche e di disprezzo per alcuni suoi atteggiamenti coloriti nei confronti delle ragazze e delle donne. Qualche post decisamente infelice sui social, una denuncia per molestie per aver atteso fuori dal lavoro una donna e averla fissata in più occasioni, qualche complimento non gradito. Mai un’aggressione, mai un tentativo di violenza. Ad aggravare la sua posizione di “vigilato speciale” da parte di chi se la prendeva con lui, un caso di danneggiamenti ad alcune auto parcheggiate: sui social è stato raccontato come atto vandalico per il suo odio verso le auto bianche, lui ha detto che andava troppo veloce sullo skateboard e ha perso l’equilibrio andando a finire contro le auto in sosta rompendone alcuni specchietti.
L’onda è cresciuta fino a pubblicare i primi piani del suo viso sulle chat private e sui gruppi Facebook pubblici con frasi altamente allarmistiche che lo presentavano come un uomo violento pronto ad aggredire donne e uomini. Nonostante gli specialisti che lo seguono non lo abbiano mai ritenuto pericoloso.
La sera dell’omicidio, Alex Manna, proprio sulla scia di questa psicosi collettiva, lo ha indicato come aggressore di Zoe, facendo ricadere su di lui la responsabilità della sua morte. La notizia si è sparsa a macchia d’olio e in meno di un’ora sotto casa sua si sono presentati una trentina di facinorosi che gli hanno urlato contro frasi terribili (“Sporco negro, vieni giù che ti ammazziamo”). Lui, in casa, non capendo perché ce l’avessero con lui ha chiamato i carabinieri che lo hanno portato in salvo e stanno completando l’identificazione di chi lo ha minacciato.
«Esistono tutti i presupposti per un esposto – ha dichiarato l’avvocato Avidano – sia per la diffamazione o addirittura la calunnia secondo la quale Naudy sarebbe stato l’autore dell’omicidio di Zoe, sia per quanto accaduto sotto casa sua che configura almeno i reati di ingiuria, minaccia e forse anche violenza privata». Con una lettura ancora più sottile e grave per i facinorosi che volevano farsi giustizia da soli. Di un innocente, non si dimentichi. Confrontando messaggi già acquisiti dai social, se venisse confermato che erano armati di bastoni e armi bianche, si potrebbe parlare anche di tentato omicidio.

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