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Autovelox, anche nell'Astigiano si è chiuso il censimento dei dispositivi autorizzati, ma resta il problema dell'omologazione

nuovi autovelox tangenziale di Asti

nuovi autovelox tangenziale di Asti

Il censimento nazionale degli autovelox, richiesto dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, è stato finalmente completato, ma il problema principe, l'omologazione dei dispositivi, non è stato affatto risolto. Non un problema da nulla, considerato che nella "guerra contro gli autovelox" sia gli automobilisti, sia le associazioni a difesa dei consumatori, hanno ben chiaro che, facendo ricorso contro eventuali multe elevate dai dispositivi elettronici, la mancanza dell'omologazione significa, quasi sempre, ottenere l'annullamento della multa. A dare conferma di questo indirizzo giurisprudenziale è stata la Cassazione quando, ad aprile 2024, ha stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati. Il censimento nazionale degli autovelox, che si è chiuso il 28 novembre, ha mappato la situazione certificando quelli presenti e funzionanti, i dispositivi legittimi che i comuni, tramite le polizie locali, o anche le forze dell'ordine, per non dimenticare le comunità collinari, possono tenere in funzione perché hanno registrato tutti i dati richiesti sulla piattaforma ministeriale. Come spiega il viceprefetto di Asti Renzo Remotti, «i dispositivi inseriti nell'elenco del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, quindi quelli censiti, possono essere utilizzati e le sanzioni considerate regolari, salvo che non si ravvisino altri profili di illegittimità». Le multe sono considerate regolari in virtù dell'articolo 6 del Decreto Salvini, «ma nell'elenco - continua Remotti - non può esserci scritto se il dispositivo sia o meno omologato perché, ad oggi, sono tutti autorizzati, ma non tutti omologati». Ecco perché, alla fine, chiunque venga multato da uno dei dispositivi autorizzati e censiti nel sito del MIT potrà comunque contestare la mancata omologazione dello strumento e lasciare che sia il giudice a stabilire se accogliere il ricorso o rigettarlo. «La verità - spiega il dottor Remotti - è che non è cambiato molto rispetto a prima e ognuno continuerà a fare come vuole, nel senso che gli avvocati, interpellati da chi ha preso una multa, diranno: "Facciamo subito ricorso". Esattamente come prima». I dispositivi non inseriti nell'apposito sito sono, di fatto, illegittimi e devono essere spenti. Nei nuovi verbali verrà indicato se il dispositivo adoperato per rilevare l'infrazione è tra quelli censiti e autorizzati. Un passaggio in più che tiene conto di quanto disposto dal MIT dando piena attuazione a quanto indicato dall’art. 5, comma 3 bis del decreto legge 73/2025 (convertito dalla legge 105 del 18 luglio 2025), che ha condizionato l'uso degli autovelox in dotazione agli organi di polizia stradale delle amministrazioni pubbliche e degli enti locali, alla comunicazione di una serie di informazioni aggiuntive reperibili sull'apposito sito del Ministero. «In questo modo si ha una doppia autorizzazione, - continua il viceprefetto Remotti - quella ministeriale originaria e quella prevista dalla nuova legge. Comunque la questione dell'omologazione riguarda gli autovelox fissi e i tutor, tutti i dispositivi che in qualche modo effettuano un controllo a distanza, senza la presenza dell'operatore di polizia sul posto». Nell'Astigiano sono quasi una cinquantina gli autovelox censiti e autorizzati presenti nell'elenco del MIT. Ne vengono indicati, ad esempio, 3 in dotazione al comando della polizia locale di Asti; 13 della polizia provinciale; 4 in uso alla Comunità delle Colline tra Langa e Monferrato; 5 al Comune di Nizza Monferrato; 5 alla polizia locale del Comune di Canelli; 2 al Comune di Villanova e 5 al Comune di San Damiano. L'elenco del MIT verrà aggiornato per essere sempre consultabile dai cittadini.

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