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Tribunale

Emanuela e Linda: dopo 8 anni e 20 udienze, arriva la condanna per l'aggressione omofoba

Uno dei processi più lunghi e travagliati che si sono tenuti ad Asti

Linda ed Emanuela Pines alla lettura della sentenza

Venti udienze: ne sono servite tante per arrivare alla sentenza in merito ad un’aggressione avvenuta nel  febbraio 2018 in un condominio a Baldichieri. Uno dei processi più travagliati e sfortunati della storia della giustizia astigiana che però, finalmente, è arrivato al traguardo.
Con due sentenze: un anno inflitto ad Alessandro Mistretta e 9 mesi la pena che il giudice Giordano ha ritenuto equa per Leonardo Messina. L’anno scorso è deceduto il terzo imputato, Giuseppe Termini.
Non luogo a procedere per le due donne che hanno denunciato l’aggressione: erano state a loro volta querelate per dffamazione per aver pubblicato sui social le lesioni riportate indicando nome e cognome di chi le aveva inferte.
Visto però che chi le aveva querelate non si è mai presentato in aula a confermare la denuncia, quelle accuse sono state automaticamente archiviate per tacita remissione.

Per il pm "Prova granitica"

La sentenza è di poco inferiore a quanto chiesto dal pm Fabio Bellora: 1 anno e 2 mesi per Mistretta e 1 anno per Messina.

«Fotografie, referti medici e testimonianze univoche delle parti offese hanno rappresentato una prova granitica del fatto che non è mai stato messo in discussione: Emanuela Pines ha riportato lesioni al volto a casa di un pestaggio. E non c’è il minimo dubbio su chi sia stato a provocargliele» ha detto in requisitoria.

«Volevano colpire una coppia che ha fatto una scelta coraggiosa»

Argomento ripreso e dettagliato dall’avvocato Maurizio La Matina, parte civile per Emanuela e Linda Pines.
«Anche le due testimoni a difesa (moglie e figlia di Termini) hanno il ricordo di Emanuela dal volto sanguinante sul loro divano. E non si venga a parlare di violazione di domicilio, perché non è accettabile uscire da una casa in quelle condizioni. Tutto - ha proseguito l’avvocato - per colpire una coppia che ha fatto una scelta d’amore e di vita molto forte, coraggiosa e non sempre compresa». Riferendosi al fatto che Emanuela e Linda avevano celebrato l’unione civile.
«Sono profondamente convinto che si sia trattata di una aggressione a sfondo omofobo con una violenza inutile e gratuita della quale è giusto che i responsabili rispondano penalmente».

I difensori: «Non esiste lo sfondo omofobo»

Gli avvocati Santina Ragno e Daniela Icardi, difensori degli imputati hanno negato l’omofobia in questa vicenda, ricordando che tale contestazione non si trova in nessun atto processuale prodotto.
«Fino ad allora, per stessa ammissione delle parti offese, c’era un rapporto di buon vicinato. Qui si tratta di un episodio singolo e puntuale che è stato ingigantito».
Il giudice ha anche condannato i due imputati al risarcimento danni con una provvisionale immediatamente esecutiva di 2 mila euro da versare ad Emanuela e Linda.
«Il verdetto della giudice Giordano è stato chiaro, limpido e perentorio - ha commentato Linda Pines a cald - Lo stomaco mi bruciava nell'ascoltare la teatralità di certi difensori degli imputati. La gola si stringeva per ingoiare parole dure che avrei voluto dire in aula. Ma Emanuela ed io siamo persone educate, pazienti e resilienti. Abbiamo vinto la guerra dopo diciannove battaglie. Forse, rinasce in me la speranza che una Giustizia ci sia, da una parte o dall'altra. Ringraziamo l'avvocato Maurizio La Matina per averci accompagnate per ben venti udienze all'esito positivo raccolto a piene mani venerdì. Un piccolo messaggio a tutti: resistete, riposatevi se stanchi, ma poi, in piedi per resistere. Come abbiamo fatto noi due».

Un processo che non avrà ricorso in Appello in quanto già vicino ai termini di prescrizione.

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