Il caso
16 Gennaio 2026 17:01:29
La chiesa di Viatosto è stata di nuovo visitata dai ladri
Sarà difficile calcolare il danno economico, ma non c'è dubbio che quello "morale" è inquantificabile anche alla luce di quanto già avvenuto, a novembre, sempre nella stessa chiesa. Ancora una volta la parrocchia di Viatosto, alle porte di Asti, è stata bersaglio dei soliti ignoti che, giovedì, sono entrati in chiesa e hanno rubato tutte le monete delle offerte lasciate sotto i lumini votivi. Il colpevole ha lavorato indisturbato poiché la chiesa è aperta al pubblico tutto il giorno senza un presidio fisso.
Un furto che, data l'entità del danno (le offerte dei fedeli), non è paragonabile a quello avvenuto a metà novembre quando un gruppo di banditi, esperti di furti con scasso, si era fatto strada tra la canonica e il campanile aprendo una cassaforte, sfasciando il sistema di sicurezza, rompendo mobili e depredando anche il frigorifero del parroco. Un colpo considerevole dal momento che erano stati sottratti alcuni oggetti sacri con danni per migliaia di euro.
Giovedì il furto potrebbe essere stato opera di qualcuno che ha colto l'attimo per racimolare un po' di denaro. Ma non è escluso che il responsabile possa essere uno di quei soggetti che, già in passato, avevano fatto parlare di sé per scherzi mirati contro la parrocchia: rubinetti lasciati aperti in giardino per far scorrere l'acqua tutta la notte, lumini votivi attaccati con la colla, riviste gettate a terra e altri atti di questo genere.
Ma, al di là del fatto in sé, è tanta l'amarezza tra i parrocchiani dopo aver saputo dell'ennesimo furto. Quindi cosa fare? Toccherà al parroco decidere se denunciare alle forze dell'ordine o meno quanto avvenuto. Anche se l'eventuale denuncia non risolverebbe la questione della sicurezza della parrocchia che, a questo punto, potrebbe rimanere chiusa quando il parroco è assente.
Sarebbe un vero peccato perché la chiesa di Viatosto è un patrimonio di tutta la comunità e una meta turistica molto visitata. L'unica alternativa sarebbe che qualche parrocchiano, persona di fiducia, si offrisse come custode, magari alternandosi con altre persone del luogo, sempre di fiducia, per presidiare la chiesa quando il parroco non può essere presente.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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