Tribunale
29 Gennaio 2026 12:39:00
Le hanno detto che avrebbe dovuto fare una "bonifica dentaria totale", ovvero l'estrazione di 11 denti dall'arcata superiore e 9 da quella inferiore per impiantare poi una successiva protesi fissa che avrebbe restituito estetica nel sorriso e salute all'igiene della bocca. Ma le cose sono andate molto diversamente, al punto da arrivare a processo.
Ieri è arrivata la condanna di due dentisti con studio a Torino, uno dei quali, M. B. residente a Valfenera, nell'Astigiano.
La storia è ricostruita nelle carte e nella testimonianza della donna, una genovese di 61 anni che ha sporto denuncia.
«Ho sempre tenuto molto al mio aspetto e volevo risolvere alcuni inestetismi del mio sorriso - ha detto la donna - Abito a Genova e ho cominciato a farmi fare dei preventivi di spesa. A fronte di un preventivo medio di 30 mila euro nel Genovese, ho trovato questo studio di Torino dove mi hanno chiesto 8 mila euro. Apparentemente per lo stesso lavoro».
Di qui la decisione di scegliere lo studio torinese da parte della donna. Con una prima grande "stranezza". Così come riporta il capo di imputazione, i due dentisti, alla prima visita, senza alcun esame approfondito, tipo radiografie mirate, esami tridimensionali ma solo con una radiografia bidimensionale, le hanno prospettato subito l'estrazione dei 20 denti, senza neppure proporle delle soluzioni alternative a quella piuttosto radicale della cosiddetta bonifica dentaria totale. «Mi avevano fatto capire che me li avrebbero sostituiti con due protesi fisse che invece si sono rivelate molto differenti da quelle mostratemi prima dell'intervento». Erano due "full arch" in resina con il solo rinforzo di fili metallico diverse da quelle previste nel piano terapeutico accettato dalla paziente e, per di più, non vennero neppure posizionate a regola d'arte.
«L'intervento avvenne a Torino dove io avevo prenotato una camera d'albergo per l'occasione, per non dover tornare subito a Genova ed essere seguita bene dai due professionisti - ha ancora raccontato la paziente - Ma subito dopo l'intervento ho cominciato ad avere fortissimi dolori, non riuscivo a parlare, a mangiare nè a dormire. Sentivo che non era andata bene e mi rivolsi ad un amico dentista che si è allarmato per il lavoro che mi era stato fatto in bocca. Dovetti subire altre due operazioni per risolvere i danni che mi hanno provocato».
Tutto questo è stato riportato al giudice che ha condannato il professionista di Valfenera a un anno e 5 mesi di reclusione e al collega che ha materialmente eseguito l'estrazione a 3 mesi.
La lettura della sentenza è stata di poco anticipata dal pianto liberatorio della paziente: «La mia vita resta un infermo, ma finalmente sento di aver avuto giustizia. Continuo a soffire di dolori e sono in cura da uno psichiatra a causa di questa vicenda e della non accettazione della mia bocca e del mio sorriso che non sono più quelli di prima». I due imputati sono stati condannati anche a risarcire, in via provvisionale, 14.300 euro come acconto sui danni complessivi da stabilire in separata sede civile.
I guai per il dentista dell'Astigiano non sono finiti qui però, perché è stato nuovamente denunciato per aver continuato a lavorare come odontoiatra nonostante la cancellazione dall'Ordine e lo studio posto sotto sequestro.
(Foto tratta da repertorio web non collegata alla vicenda giudiziaria)
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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