Cerca

Sentenza

Maltrattarono due sorelline: per la coppia condannata si aprono le porte del carcere

La madre dovrà scontare 6 anni e il patrigno più del doppio perché aveva anche accuse di violenza sessuale

Maltrattarono due sorelline: per la coppia condannata si aprono le porte del carcere

E' ancora una storia di infanzia rubata quella che si è chiusa ieri pomeriggio con la carcerazione di una coppia astigiana condannata in via definitiva lei a 6 anni e lui a 12 anni e mezzo.

Se lo aspettavano, perché il giorno prima la Corte di Cassazione aveva confermato la sentenza del tribunale di Asti dettata poco meno di due anni fa e già ribadita dalla Corte d'Appello di Torino.

Una condanna che ha punito i comportamenti della donna e del suo compagno nei confronti delle figlie avute dalla donna da un precedente matrimonio, nel corso dei tre gradi di giudizio in cui la coppia è stata difesa prima dall'avvocato Malabaila e poi dall'avvocato Pescarmona.

Le sorelline erano piccole quando la donna, separata, è andata a vivere con il nuovo compagno. E per loro è iniziato un vero inferno tra le mura domestiche.

Fra le cose denunciate, ricordate e ribadite in aula, vi è il fatto che la coppia le facesse dormire per terra in una stanza piccola e buia chiusa dall'esterno con un filo elettrico legato dalla maniglia al termosifone; non potevano andare in bagno quando volevano; se non eseguivano alla lettera le cose richieste per punizione le loro mani venivano legate ai termosifoni accesi fino a farle bruciare; non venivano nutrite, pulite e vestite a dovere e, fin da piccoline, dovevano occuparsi delle faccende di case compresa la pulizia dei locali dove tenevano un cane. E quando questo non avveniva al meglio, per cena si ritrovavano gli escrementi dell'animale nel piatto. E poi ancora, fra gli episodi più gravi citati in udienza, quella "cura" di eliminazione dei pidocchi attraverso l'urina del patrigno direttamente sui loro capelli o le punizioni più terribili che consistevano nel restare inginocchiate a lungo sui chicchi di riso.

C'è poi un altro filone, terribile, che riguarda gli abusi sessuali dell'uomo sulle due bambine. Dal fatto che avesse l'abitudine di girare nudo per casa, agli atti cui le costringeva mentre guardavano tutti insieme dei filmini pedopornografici.

La figlia maggiore, una volta entrata in adolescenza, ha provato a ribellarsi a questa vita e la madre ha allora chiamato le assistenti sociali affinché la collocassero in una famiglia affidataria. Alla quale la ragazza, poco per volta, ha raccontato cosa avesse subito.

E poi quel gesto di coraggio nel denunciare tutto per "salvare" la sorellina che era rimasta invece in famiglia. Entrambe, nel frattempo diventate maggiorenni, si erano costituite parte civile con l'avvocato Maura Lanfranco che aveva restituito nella sua arringa tutto il dolore vissuto in quella "non infanzia".

C'era da proteggere anche il fratellino, nato dall'unione della madre con il nuovo compagno. Dopo il processo di primo grado ad Asti, è partito l'iter per l'allontanamento del bambino da quella coppia e poco prima di Natale è stato loro tolto. Ad entrambi è stata anche revocata la patria potestà.

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133