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Causa aperta

Collina Volta: la Corte dei Conti dà ragione al Comune e i residenti pagheranno il conto completo

Arrivato il parere dopo che alla prima scadenza in pochi avevano già versato denaro (e solo la quota capitale)

Collina Volta: la Corte dei Conti dà ragione al Comune e i residenti potrebbero pagare più del primo conguaglio

La Corte dei Conti si è espressa sul quesito posto dal Comune di Asti per quello "sconto" chiesto dai tanti residenti (ma anche cooperative e Atc) che vivono nel Peep di Collina Volta-via Spandre chiamati l'anno scorso a pagare un maxi conguaglio.

Una richiesta che affonda in una lunghissima vicenda giudiziaria iniziata nei primi Anni Novanta quando i proprietari del terreno espropriato si erano opposti alla valutazione fatta ritenuta inferiore al valore cui avevano diritto. Ne è disceso un contenzioso che ha visto il Comune di Asti e la proprietà fronteggiarsi per 30 anni nelle aule civili fino ad una sentenza definitiva arrivata esattamente due anni fa che ha dato ragione agli eredi subentrati ai proprietari con una valutazione notevolmente superiore a quanto liquidato.

Una somma che il Comune ha già anticipato, compreso di interessi di mora, spese legali e indennità di occupazione per tutti questi anni di causa civile.

E che, come da obbligo di legge, ha diviso fra tutti i proprietari attuali chiedendone il conguaglio a fronte di quanto già pagato da residenti, cooperative e Atc all'atto delle concessioni per costruire. Conguaglio dal quale il Comune aveva ipotizzato di scorporare le spese legali che si sarebbe accollato interamente in caso di parere positivo della Corte dei Conti.

Si parla, per dare una misura di quanto chiesto in prima istanza, di circa 15 mila euro ad alloggio e di circa 30 mila a villetta.

Una richiesta che aveva colpito come uno schiaffo soprattutto chi aveva acquistato negli ultimi anni alloggi e villette senza sapere che questo conguaglio pendeva sulla testa come una spada di Damocle. E, sia alla prima che alla seconda scadenza molti avevano scelto di non pagare.  E quelli che lo hanno fatto, si sono limitati alla "quota capitale", ovvero alla differenza sul riscatto della superficie. Molti infatti avevano dichiarato di essere disposti a pagare la sola differenza di valore del terreno, senza voler partecipare agli interessi maturati nè all'indennità di occupazione del suolo in attesa della definizione della causa.

Ma il parere della Corte dei Conti arrivato nei giorni scorsi cambia le carte in tavola. Prevede che gli attuali proprietari debbano pagare il conguaglio così come già commisurato nel primo conto, compreso delle spese legali.

Le lettere con il ricalcolo saranno notificate nei prossimi giorni e la nuova scadenza è stata fissata il 15 marzo.

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