Tribunale
05 Febbraio 2026 15:42:40
Lì per lì sono sembrata un po' strane quelle domande che il pm Deodato, in aula, ha fatto all'imputata Rudina Hekuri che, per la prima volta, si è presentata al processo che la vede accusata di circonvenzione di incapace. La badante ha accettato di sottoporsi alle domande delle varie parti per spiegare la sua versione di quanto emerso durante i nove mesi in cui era stata chiamata ad occuparsi di madre e figlio disabile in un paese dell'Astigiano. Nove mesi che, alla famiglia, è costata una cifra intorno ai 170 mila euro tutti versati attraverso bonifici istantanei alla donna.
Da quando è stata sporta denuncia, la Hekuri ha il divieto di avvicinamento alle due parti offese (madre e figlio) propro per evitare eventuali manipolazioni nei loro confronti e soprattutto per evitare che si potesse far versare altro denaro.
E' passato un anno e mezzo da quel divieto. La pm ha chiesto conferma del numero di cellulare che lei ha in uso (anzi due) e le ha chiesto, più volte e invitandola a rispondere secondo verità, se avesse cercato ultimamente il figlio disabile che si è costituito insieme alla madre parte civile contro di lei.
Lei ha sempre risposto con sicurezza di non averlo più sentito nè incontrato. Ma la precisione delle domande del pm facevano presagire che non rispondesse secondo verità, visto che presupponevano invece almeno due contatti telefonici fra Natale e la fine dell'anno, documentati dai tabulati. E, altra circostanza, il pm ha chiesto conto di una sua vendita molto recente, ad un ComproOro di Torino, di un bracciale di notevole valore e di altro. Sul bracciale ha risposto di averlo ceduto ma che si trattava del regalo di una signora francese sua amica.
Risposte un po' sospese in aria che sono "atterrate" pochi minuti dopo la conclusione del suo interrogatorio quando già in aula, ad attenderla, c'erano dei carabinieri che le hanno notificato un ordine di arresto. Il motivo? L'aver disatteso il divieto di avvicinamento alla parte lesa. Inottemperanza che ha trasformato il suo stato in libertà con un arresto in carcere.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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